Sanchi, bomber senza tempo: "A 53 anni segno e mi diverto"
Daniele Sanchi, attaccante riccionese del 1973, ha iniziato la sua carriera debuttando in C a 17 anni nel Riccione. Ora indossa la maglia del Miramare United
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Il tempo non lo ferma e il gol non lo tradisce. A 53 anni e con quasi 350 gol in carriera, Daniele Sanchi dimostra che l’età è solo un numero. Il bomber riccionese continua a far tremare le reti e a far parlare di sé sui campi di Seconda Categoria. L’ultimo colpo al 94’ con il Miramare United contro il Mondaino Alta Valconca lo conferma.
Bomber, dopo quasi 350 gol in oltre 35 anni di carriera, non è ancora stanco?
"Ma nemmeno per sogno. Di gol per l’esattezza in carriera ne ho segnati 343. Vuole che non arrivi a 350?".
Chi siamo noi per fermarla...
"In molti mi chiedono di fare l’allenatore, il dirigente. Tutti vorrebbero decidere per me, ma ancora non hanno capito che io voglio giocare. Non mollo un centimetro, non ce la faccio proprio. Penso di poter dare ancora qualcosa".
E gli acciacchi dell’età?
"Vuole che qualche doloretto qua e là non ce l’abbia? Anzi, più di uno. Ho 53 anni e li sento. Ma sono ancora in forma e finchè le gambe girano non ho intenzione di appendere le scarpe al chiodo".
Tutto chiaro. Da dove è partita questa lunga avventura da bomber?
"A 17 anni ho debuttato in serie C con il Riccione. Allora era allenato da Menichini. Ho avuto anche l’occasione di spiccare il volo".
"Italo Castellani mi portò a fare un provino alla Reggiana. Ero una promessa. Poi sa come va il calcio. Non se ne fece nulla perché le due società non si misero d’accordo".
Ha continuato percorrendo le strade dei dilettanti?
"Cattolica, Marignanese, poi oltre un decennio nelle Marche. Prima di tornare a casa. Ho vinto sei volte la classifica di capocannoniere. Con qualche esperienza anche all’estero".
"Con quella che allora era la Nazionale B sono un po’ entrato nella storia realizzando il gol che ci permise di vincere la prima partita nella ufficiale contro l’Inghilterra".
Che tipo di attaccante era e quale è diventato oggi?
"Non correvo quando ero giovane, si figuri adesso. Il calcio quando ho iniziato era diverso. Sono sempre stato il classico attaccante d’area di rigore. Sa, un po’ alla Inzaghi. Anche se adesso quel tipo di bomber non funziona più. Però non ho perso lo smalto. Arrivano due palloni buoni? Uno lo butto dentro. E quello con gli anni non è cambiato".
Ne mancano 7 all’appello, conta di arrivarci a 350?
"Ho l’adrenalina della partita, dei punti in palio. Mi arrabbio anche quando perdo una partitella in allenamento. Quindi sì che ci posso arrivare. Mi alleno con ragazzi che hanno 20 anni, ma ormai da tempo sono il più vecchio dello spogliatoio... Ma solo sulla carta d’identità".
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