Rimini, parte il conto alla rovescia. A giugno i ’candidati’ in Comune
Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad: il Comune vestirà i panni del regista della rinascita dopo il fallimento della società lo scorso anno
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Un inverno lungo, di quelli che sono sembrati non finire mai, ma per i tifosi del Rimini all’orizzonte non c’è più solo la nebbia. C’è anche una primavera che, lentamente, prova a farsi spazio tra carte, attese e telefonate sottovoce. E infatti qualcosa si muove davvero. Tra fine maggio e i primi giorni di giugno, da Palazzo Garampi dovrebbe arrivare il tanto atteso bando per provare a rimettere in piedi il calcio cittadino dopo il crollo dello scorso novembre. In mezzo, le regole della Figc fanno da bussola e da ancora: quando una società sparisce dai radar, il calcio non cancella la città. Le consente di ripartire. Nel caso del Rimini, l’ipotesi è quella più classica e insieme più scomoda: Eccellenza, spartito basso ma tutto da riscrivere. E qui entra in scena il Comune, chiamato a vestire i panni del regista di una rinascita che somiglia più a un casting che a un’assemblea pubblica.
Il meccanismo è quello noto: avviso pubblico, manifestazioni d’interesse, carte da presentare in ordine perfetto. Non bastano buone intenzioni e dichiarazioni d’amore per la maglia: servono solidità economica, un progetto sportivo credibile e la promessa di fare dimenticare il recente passato. Poi, come in ogni provino che si rispetti, sarà una commissione a fare le prime selezioni, mentre al sindaco spetterà il compito di indicare alla Federcalcio il nome del ’prescelto’. E qui il copione si fa più interessante, perché a Palazzo Garampi, più che silenzio, si respira il classico brusio da anticamera: qualcuno entra, qualcuno esce, molti parlano, alcuni sussurrano. Tra le ipotesi circolate c’è la cordata riminese guidata da Orfeo Bianchi, ma anche il possibile bis dei fratelli Carnevali, già protagonisti in Riviera con il capitolo Riccione. E come in ogni buon mercato calcistico che si rispetti, non è escluso il colpo di scena: due o più idee che si incontrano, si guardano, e decidono di diventare una sola. È la fase della ’diplomazia sportiva’, quella in cui i progetti non si presentano ancora in pubblico, ma già si misurano a colpi di indiscrezioni, strette di mano e mezzi sorrisi. Una partita nella partita, giocata senza pallone ma con molta pazienza.
Poi, quando finalmente il bando farà il suo ingresso in scena, il gioco diventerà più concreto. Perché entro fine luglio, o al massimo ai primi di agosto, il nuovo Rimini dovrà rimettere le scarpe, tornare sul prato del ’Romeo Neri’ e cominciare a scaldare i muscoli per una stagione tutta da riscrivere. Tra attesa e curiosità, la città resta a guardare. Per ora il pallone non rotola ancora, ma le idee, quelle sì, stanno già facendo il riscaldamento a bordo campo.
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