Sputi contro la sede di Fratelli d’Italia e la scritta: ‘Meloni, dimettiti’
Sputi contro la nuova sede FdI di via Stalingrado a Bologna e una nuova scritta firmata 'Antifa': "Meloni dimettiti"
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Bologna, 5 aprile 2026 – E’ successo ancora. L’altro giorno è comparsa una scritta sulla sede di Fratelli d’Italia di via Stalingrado, la nuova sede provinciale fresca d’inaugurazione: il taglio del nastro, infatti, è stato appena due settimane fa.
Questa volta, alla scritta si aggiunge anche uno sputo: dalle riprese delle telecamere, infatti, si vede una ragazza passare in bici, sputare sulla vetrina della sede del partito e poi scrivere sul muro di fianco: “Meloni dimettiti”. Firmato: “Antifa”.
E’ l’ennesimo episodio a Bologna, ormai ‘patria’ di scritte più o meno violente contro non solo la premier, ma anche esponenti di sinistra. Nelle ultime settimane, infatti, i casi – da San Donato alla Cirenaica – si sono moltiplicati.
Sassone: “Quella sede dà fastidio, ma non ci faremo intimidire: avanti a testa alta”
“Questo ennesimo atto vandalico oltre a confermare il clima d'odio sempre più presente in città dimostra come l'apertura della nostra sede a Bologna in via Stalingrado 25a dia molto fastidio a qualcuno”, commenta Francesco Sassone, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. “Certamente non ci faremo intimidire e, anzi, tutto questo ci rafforza nella convinzione che stiamo facendo bene ed andremo avanti a testa alta. Abbiamo già denunciato questo ennesimo atto e confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine per individuare la responsabile. Ringrazio anche tutti i nostri militanti-volontari che ci permettono di tenere aperta la sede per tutti i cittadini. Lo avevamo detto all'inaugurazione, questa sede sarà aperta per tutti i bolognesi, così è e così sarà”.
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I precedenti: ‘Fasci appesi’ e minacce di morte a sindaco e assessori
Pochi giorni prima, era comparsa un’altra scritta, proprio sulla vetrina della sede: si vede qualcuno, incappucciato, che si avvicina alla vetrina, tira fuori una bomboletta spray e con la vernice nera scrive "Fasci appesi". Un blitz di appena quindici secondi. Poi l’uomo – o la donna, dal video non è chiaro, il volto è ben coperto – se ne va da dove è venuto. Indaga la polizia, che sta passando al setaccio i filmati per risalire ai responsabili.
Sempre in settimana, erano comparse scritte – stavolta a firma anarchica – in via Beolco e in via Andreini (San Donato) contro Lepore, Ara e Madrid, oltre che contro la Meloni, con tanto di disegno di un cappio. Le minacce di morte al sindaco, agli assessori e di nuovo alla premier avevano suscitato un’ondata di sdegno bipartisan e parole di solidarietà di ogni colore politico.
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