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Referendum giustizia, la sinistra per il Sì: l’evento il 19 marzo a Bologna

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18.03.2026

Francesca Scopelliti, storica compagna di Enzo Tortora, in campo per il Sì al referendum sulla giustizia

Bologna, 18 marzo 2026 – La sinistra che voterà sì al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, in programma il 22 e 23 marzo, si ritrova a Bologna. L’appuntamento è per domani alle 17 al centro Costa di via Azzo Gardino, dove dialogheranno giuristi, politici, intellettuali e avvocati. Un confronto “con la società civile sui temi reali di questa riforma, che pur non avendo marchi di partito si inspira a una tradizione riformista e liberale che viene dalla storia della sinistra del nostro Paese", spiegano gli organizzatori dell'iniziativa, gli avvocati Luca Sebastiani, Rosa Ugolini, Ettore Grenci. Tanti i relatori, tra cui Augusto Barbera, Enzo Bianco, Paola Concia, Bobo Craxi, Stefano Esposito, Mauro Felicori, Roberto Giachetti, Elisabetta Gualmini, Tommaso Guerini, Mirko Mazzali, Enrico Morando, Michele Passione, Claudio Petruccioli, Pina Picierno, Andrea Romano, Ivan Scalfarotto, Francesca Scopelliti, Fabio Sommovigo, Giorgio Tonini, Nicola Tria.

"Da Bologna lanceremo un messaggio: c'è una sinistra che, coerentemente con la storia e fuori dalle dinamiche di partito, voterà sì. Giovedì tanti saranno con noi, ma non dimentichiamoci che il fronte è in realtà più ampio, come dimostrano le recenti affermazioni di Giuliano Pisapia e Arturo Parisi o le già note posizioni di Cesare Salvi o Stefano Ceccanti. Non ho dubbi che, nel segreto dell'urna, ci sarà anche chi tra gli iscritti voterà sì, a prescindere dalla linea di partito", aggiunge l'avvocato Luca Sebastiani. "La separazione delle carriere - continuano i tre organizzatori - rappresenta l'approdo di un percorso di costituzionalizzazione dell'attuale ordinamento giudiziario di matrice fascista datato 1941, ispirato alla logica della unitarietà della giurisdizione, ormai superata nella maggior parte dei paesi europei di ispirazione liberale. Un percorso che ha visto tra i protagonisti politici e pensatori di sinistra, a partire da Giuliano Vassalli e Gian Domenico Pisapia", dicono ancora. "Oggi, invece, i principali partito della sinistra sembra averlo dimenticato per sposare una linea del 'No' che sembra essere dettata più da calcolo elettorale che da reali ragioni ordinamentali".

E sottolineano che “in questa campagna referendaria, trasformata in campagna elettorale, è invece emersa, forte e dissonante, la voce di un’altra sinistra, erede di quel percorso e di quegli insegnamenti che hanno portato alle conquiste più liberali e garantiste per la Giustizia di questo Paese”.

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