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Piazza Maggiore per il Sì: “Nel nome di Enzo Tortora”

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15.03.2026

Maratona oratoria dei giuristi in piazza ieri pomeriggio per il Sì al referendum

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Bologna, 15 marzo 2026 – “Votiamo Sì per Enzo Tortora, è quello che avrebbe votato lui”. In una piazza Maggiore gremita dai sostenitori del referendum risuonano forti e chiare le parole della compagna storica del conduttore di Portobello (scomparso nel 1988) che fu incarcerato ingiustamente: Francesca Scopelliti è oggi presidente del Comitato cittadini per il Sì. Il suo è uno dei tanti interventi della maratona oratoria di ieri, iniziata alle 15 e andata avanti fino al tardo pomeriggio, organizzata da Paolo Rossi, Antonino La Lumia, Ettore Grenci, Francesco D’Errico, Carlo Machirelli, Luca Sebastiani, con il contributo della Camera Penale di Bologna e con il supporto dei principali comitati del sì. Ciascun relatore aveva a disposizione tre minuti.

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“Una battaglia di civiltà e di libertà per i cittadini, non di rivalsa sulla magistratura, tanto che molti magistrati si sono esposti per il sì”, la definiscono gli organizzatori, per “un giudice terzo e imparziale – dice l’avvocato Francesco D’Errico (Extrema Ratio) –. Non è una riforma di destra, ma democratica. L’occasione è unica, siamo a un passo dal traguardo. Dobbiamo vincere. In nome di Enzo Tortora e di tutte le vittime di errori giudiziari”. “Una riforma che parte dal basso – dice l’avvocato Ettore Grenci –, per un giusto processo per una giustizia più giusta per i cittadini”.

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Antonio Di Pietro, ex magistrato del pool di Mani Pulite, in videocollegamento spiega che la riforma “taglia il cordone ombelicale rispetto alle correnti” del Csm”. “Credo – prosegue Di Pietro – che abbiamo assistito in questi anni più al giudice che si affianca al pm nel cercare chi ha commesso il reato piuttosto che al giudice che faccia da controllore, che alzi la paletta quando il pm va fuorigioco. Sto intravedendo una dittatura della magistratura, che si vuole sovrapporre agli altri poteri dello Stato”, incalza Di Pietro. “Quella per il No sembra essere una campagna che considera i cittadini dei deficienti – così Nicolò Zanon, già vicepresidente della Corte Costituzionale –. Se perdiamo questa occasione, temo che non ce ne saranno altre e le conseguenze potrebbero essere molto negative”. “Dopo 40 anni di servizio in magistratura sono convinto della validità delle ragioni del Sì per affermare pienamente il processo accusatorio” così Antonello Gusatapane, procuratore di Varese e per 30 anni in Procura a Bologna.

“Siamo vicini ad un sogno che accarezziamo almeno da 40 anni – così l’avvocato Guido Todaro –, bisogna votare Sì a questa riforma che attua i principi del processo accusatorio e che non si è ancora realizzata per paura, oggi cavalcata dai sostenitori del No, che ipotizzano una Apocalisse. Liberiamoci dalla paura e votiamo Sì”.

“La difesa della democrazia a partire dalla Resistenza è stata fatta dagli avvocati – dice l’avvocato Tommaso Guerini – e la riforma porta il volto del partigiano Giuliano Vassalli. Noi democratici lezioni di democrazia non ne accettiamo da nessuno”. “Ci sono tutti i requisiti per vincere – l’avvocato Roberto D’Errico –, la nostra proposta è chiara, democratica, libera, civile”. Sono intervenuti poi il viceministro Francesco Paolo Sisto, il presidente della Camera Penale Bologna Nicola Mazzacuva, Andrea Cangini (presidente Fondazione Einaudi), Luigi Salvato, Vittorio Manes e moltissimi altri.

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© il Resto del Carlino