Morte di Tania, ora l'accusa per il compagno è di omicidio volontario: "Selmi ha voluto ucciderla"
I genitori di Tania Bellinetti (a sinistra) e il fratello Tania
Bologna, 19 marzo 2026 – Morte di Tania Bellinetti, udienza preliminare davanti al gup Roberta Malavasi: l'accusa viene riformulata in omicidio volontario. In origine Faiez Selmi, 38 anni, il compagno di Tania Bellinetti, era accusato di omicidio preterintenzionale, ma questa mattina il pm Marco Forte in udienza h a cambiato il capo di imputazione, che diventa omicidio volontario aggravato dalla relazione sentimentale e dal contesto di continui maltrattamenti a cui l'imputato sottoponeva da anni la donna. Si è anche considerato il fatto che si deve ritenere sia accaduta un'azione violenta anche tenendo conto degli abituali maltrattamenti dell'uomo sulla vittima (Faiez Selmi è a processo anche per maltrattamenti ed è già stato condannato per stalking) e che, subito dopo la caduta dal balcone della donna, si è reso irreperibile scappando in Francia.
La 47enne, mamma di due figli, è precipitata dal balcone di casa sua alla Barca, via Tolstoj, il pomeriggio dell'8 aprile 2025.
Il fratello: "Combatteremo per lei"
Andrea Bellinetti, fratello di Tania: "Scusate non riesco a parlare. Posso solo dire che per lei combatteremo fino alla fine". E i genitori della vittima si commuovono fuori dall'aula.
Gli avvocati della famiglia
"Il pubblico ministero ha ritenuto di modificare il capo di imputazione - dicono gli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi - e oltre al reato di maltrattamenti ha contestato all'imputato anche il reato di omicidio volontario pluriaggravato. Era quello che noi ritenevamo fosse giusto fare. Le prove di questo processo indicano che la povera Tania è stata uccisa ed è stata uccisa volontariamente dal Faiez. Naturalmente sarà poi il processo a dare dimostrazione di ciò".
Gli avvocati dei familiari della vittima si dichiarano "soddisfatti". Le aggravanti sono "il rapporto di convivenza o comunque il rapporto sentimentale che li legava e il fatto che sia avvenuto contestualmente a un comportamento maltrattante perché ricordiamoci che il Faiez ha maltrattato e perseguitato per anni questa donna, è andato avanti a farlo nonostante processi e condanne che aveva già avuto, ha continuato imperturbabile a trattarla come una cosa sua che poteva e doveva essere picchiata a piacimento e alla fine l'ha uccisa. Semplice semplice".
Dicono che "noi abbiamo sempre creduto in questo, abbiamo chiesto e ottenuto che venisse fatta una consulenza tecnica, consulenza tecnica che ha dimostrato che la tragica caduta che ha ucciso la povera Tania non può essere avvenuta come fatto involontario o in seguito di una spinta o altro. È stata uccisa perché la si voleva uccidere".
Il cambio del capo di imputazione in omicidio volontario è "una modifica molto importante e che speriamo possa contribuire a ridare quella dignità a Tania della quale è stata privata in vita a colpa e a causa di questo 'essere' perché non mi sento di chiamarlo in altro modo".
Tania, proseguono gli avvocati, "era una donna preda di fantasmi e di debolezze che ha tentato in ogni modo di nascondere come nascondeva i lividi che il Selmi le faceva".
L'avvocato dell'imputato
"Faremo il processo e ci difenderemo a questo punto avendo capito qual è il percorso che intendono coltivare - così l’avvocato Roberto D'Errico, che assiste Selmi -. Adesso l'udienza preliminare riparte da capo".
C'è stato un rinvio per venerdì prossimo (27 marzo), si discuterà l'udienza preliminare tenuto conto appunto di questa nuova contestazione.
Le associazioni per le donne che si sono costituite parti civili
Sono due le associazioni per la tutela delle donne che hanno ritenuto di costituirsi. Si tratta di Udi e SOS Donna.
La consulenza però non ha sciolto i dubbi
"Non è possibile, in questa fase, definire se la signora sia caduta dal balcone per volontà propria o intervento di terze persone". Non chiarisce i dubbi la relazione scientifico-cinematica realizzata dell'esperto di cadute, Giuseppe Monfreda, in merito alla dinamica della morte di Tania Bellinetti. Oggi, a quasi un anno dell'accaduto, molte domande restano ancora senza una risposta. Ha indagato la Squadra Mobile, guidata da Guglielmo Battisti. L’inchiesta è coordinata dal pm Marco Forte. Sulla base della documentazione in atti, previo confronto con la polizia giudiziaria ed acquisizione di copia informatica degli atti e in particolare dell’annotazione conclusiva, degli accertamenti medico legali e delle attività di sopralluogo effettuate dalla Polizia scientifica, "tenuto conto dell’altezza e della conformazione del parapetto, delle caratteristiche fisiche della vittima, nonché della posizione di rinvenimento del cadavere, compia il consulente gli accertamenti tecnici-scientifici-cinematici volti a ricostruire la scena del crimine, ovvero a rappresentare la dinamica dell’evento ed accertare se sia compatibile con l’ipotesi in imputazione o se si imponga una diversa ricostruzione anche eventualmente in ipotesi di atto volontario". Sono stati quindi svolti accertamenti in diversi ambiti tecnici, facendo riferimento a concetti legati alla simulazione virtuale di eventi dinamici e al rilievo mediante scansione laser della zona.
Due gli scenari possibili
Due le ipotesi che avrebbero potuto avere risvolti con esiti similari all’accaduto. La prima è che “Bellinetti, per non meglio precisati motivi, si trovasse appesa al parapetto del suo balcone con il corpo sospeso nel vuoto, e a causa di un rilascio della presa si sia ritrovata a cadere al suolo”.
La seconda ipotesi è che la donna, “seduta sul parapetto del balcone, per cause non meglio dimostrate, riconducibili ad un’autonoma volontà o a una spinta da terzi, si sia ritrovata ad avere uno sbilanciamento all’indietro e sia quindi caduta”. Entrambe le ipotesi portano il manichino simulato a raggiungere la posizione in cui è stato trovato il corpo e sono compatibili con le lesioni riportate.
Il compagno della donna, Faiez Selmi, è assistito dall’avvocato Roberto D’Errico: Tania è precipitata dal balcone, morendo sul colpo, e lui è scappato in Francia subito dopo, aiutato da una donna con cui aveva intrapreso un’altra relazione affettiva.
La ricostruzione dei fatti
Il pomeriggio dell’8 aprile, alle 18.22, una vicina di casa di Tania sente un forte rumore, si affaccia alla finestra e vede il corpo di Tania: era sul selciato, immobile. Dalle analisi chimico-tossicologiche sulla salma è emerso che, al momento della caduta, la donna era in stato di moderata alterazione psico-fisica (alcol, metadone e benzodiazepina). Quel pomeriggio, Selmi insisteva perché lei portasse a casa delle birre.
Già arrestato in passato per maltrattamenti dopo che Tania l’aveva denunciato (stando alle testimonianze tutto il quartiere sapeva che lui la pestava, si vedevano i lividi, litigavano molto spesso) e di recente condannato di nuovo, stavolta per stalking, Selmi quel pomeriggio era appunto a casa di Tania. E in quell’occasione si sarebbe scatenato l’ennesimo litigio fra i due.
Lei, disperata, fa due telefonate alla mamma proprio pochi minuti prima di morire: nella prima, delle 18.03, le dice che Faiez la sta tormentando e le chiede di non scriverle messaggi critici riconducibili a lui. Nella seconda, delle 18.07, chiede alla mamma se può andare a stare da lei, le dice che sta pensando di mettere in subaffitto il suo appartamento così da trasferirsi presto.
“Fratello, ho litigato con lei e lei è caduta giù”, dirà poi Faiez a un amico incontrato nel Modenese il pomeriggio stesso della morte di Tania, spiegando che non sapeva come stesse la donna perché lui era scappato quando lei è precipitata dal terrazzo. Frase, questa, che per gli investigatori colloca Selmi senza dubbio nel momento e sul luogo dell’omicidio. Al punto che l’ipotesi degli inquirenti è che la caduta di Tania sia stata provocata da una condotta violenta del compagno, tramite una spinta o un sollevamento. Tania aveva anche detto che non voleva più tenerlo in casa, ma che non riusciva a mandarlo via perché aveva paura di lui.
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