Elly Schlein, la piazza del Pd per il no al referendum: “Bologna bersaglio delle destre, ma è salda”
Elly Schlein a Bologna per parlare del 'no' al referendum: folla in piazza ad accoglierla
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Bologna, 15 marzo 2026 - Manca una settimana alla chiamata alle urne, il 22 e 23 marzo si vota sulla separazione delle carriere. Per dire No al referendum della giustizia questa mattina il Pd è in piazza San Francesco, dove è arrivata Elly Schlein. Folla di persone: stimate 2mila presenze.
Schlein saluta Bologna
"Ciao Bologna - saluta Elly Schlein dal palco -. Bologna ricorda molto bene la guerra e per questo sempre si mobilita per la guerra. Va fermata la guerra illegale di Trump e Netanyahu. Il nostro governo deve escludere qualsiasi autorizzazione a qualsiasi supporto a questa guerra di Trump. Siamo sempre stati al fianco del popolo iraniano" con il movimento per le donne, popolo che si "è battuto contro il regime a costo della vita".
Schlein torna poi sul tema dell'aumento dei carburanti: "Ci sono territori in cui la benzina è arrivata a costare 2 euro e 60 al litro. Ho proposto le accise mobili. Alla Meloni dico: sbrigatevi a restituire subito 10 milioni agli italiani che temono di non riuscire a pagare le bollette anche questo mese. L'economia è ferma e i nostri salari sono tra i più bassi d'Europa. Bologna - prosegue Schlein - si batte per i lavoratori. Saremo al fianco dei dipendenti di Italia Meteo, non si trasferiscono lavoratori di 350 chilometri, questo è un licenziamento mascherato. Abbiamo l'impressione che questa città sia diventata di nuovo il bersaglio di un attacco concentrato delle destre, ma Bologna è salda. Basta scaricare i barili sui nostri sindaci, mentre loro tagliano i fondi. Matteo (Lepore) non sei da solo. È inaccettabile che un componente del governo arrivi a dire che un sindaco sia un male (da estirpare) e ricordo che questa città si è già liberata da sola".
De Pascale: "Una riforma che non affronta i temi centrali della giustizia”
Tra i primi ad arrivare il presidente della Regione Michele de Pascale: "In realtà questa è una riforma che non affronta i temi centrali della giustizia dalla capacità di contrastare la criminalità, la presunzione di innocenza degli imputati, la riforma delle misure cautelari, la velocità dei processi. Quindi diciamo sono tanti i temi della giustizia che avrebbero bisogno di riforma ma nessuno di questi viene affrontato da questa riforma. Poi c'è un altro elemento che va addirittura oltre al merito e che questa è la prima volta nella storia della Repubblica che una riforma costituzionale viene imposta di fatto al Parlamento. Non era mai successo che un testo entrasse in Parlamento e uscisse identico. Ecco, oggi i cittadini sono chiamati a dire sì e a dire o a dire no su un complesso di sette articoli quando magari un articolo lo condividono, un altro lo vedono contrario".
E de Pascale ha sottolineato che "invece i parlamentari noi li paghiamo perché discutano il merito dei provvedimenti, perché possono entrare nel merito dei provvedimenti e modificare le riforme. E questo è un brutto precedente. La Costituzione hanno provato a modificarla sia il centrodestra che il centrosinistra in maniera unilaterale. Sono stati errori gravi e sono lezioni che credo che tutti debbano avere imparato. La Costituzione è stata scritta da forze politiche che avevano divisioni ideologiche, forse quasi più profonde di quelle che ci sono oggi, ma l'hanno scritta insieme - prosegue de Pascale -. E quindi, visto che è stata scritta insieme, si dovrebbe anche modificare insieme. E in questo caso, ripeto, non è stato possibile neanche cambiare la punteggiatura e quindi penso che sia assolutamente legittimo anche un messaggio saggio che risponde a questa arroganza, l'arroganza di chi vuole modificare la Costituzione senza confrontarsi con le altre forze politiche e quindi è un no".
Sul caso di Italia Meteo
Quanto a Italia Meteo, "oltre alle risposte di Lisei, nessun altro ha argomentato nel merito - continua de Pascale - e ad oggi non si capisce se questa agenzia sia strategica e allora siamo preoccupati perché se se un'agenzia strategica deve spostarsi da Bologna e andare a Roma per rimanere strategica è un bruttissimo precedente, ma lo dico anche ai miei colleghi del Veneto, della Lombardia, del Piemonte. Se passa il messaggio che tutto ciò che è strategico va portato a Roma, io penso che ci sia una parte d'Italia che si deve preoccupare. Se invece dall'altra parte la volontà è quella di chiuderla e io penso che sia questo il punto, cioè che sarebbe meglio se il governo dicesse la verità e cioè che di fare ricerca sul meteo e sulla climatologia a questo governo non interessa e quindi un'istituzione così importante, civile, libera e indipendente non può esistere nell'Italia di Meloni, ecco, a questo punto c'è un grande vuoto da colmare perché se il governo non si occupa di questi ambiti che sono centrali per la futuro del nostro paese del Mediterraneo ci serve una grande grande alleanza perché va messo al centro questa questione politica. La scelta di collocarla sotto la Protezione Civile è un'arma di distrazione di massa perché la Protezione Civile fa un altro mestiere e le previsioni del tempo per la Protezione Civile le fanno le regioni. Una misura davvero incomprensibile".
Sindaco Lepore: “Qui è in gioco la Costituzione”
Il sindaco Matteo Lepore dal palco di piazza San Francesco: "Ma quale separazione delle carriere, qui è in gioco la Costituzione. Vi sembra che la presidente del Consiglio e i ministri stiano andando in giro a parlare di separazione delle carriere o piuttosto di sottomissione dei giudici? La nostra Costituzione prima di esser cambiata va attuata, per questo abbiamo bisogno dell indipendenza dei giudici dalla politica".
Lepore accenna anche al dl stupro: "La destra vuole costringere le donne a dimostrare se hanno dato il loro consenso a un atto d'amore o a un atto di violenza".
E poi, la storia della nostra città: "Abbiamo lottato per 46 anni per avere verità e giustizia per la strage del 2 Agosto, per Ustica. Le persone si sono rivolte ai tribunali, mentre qualcun altro si muoveva per attuare i depistaggi. Se non avessimo avuto i tribunali e tante persone che hanno messo a rischio la propria vita e la propria carriera, non si sarebbe arrivati alla verità ".
E aggiunge: "Quello del 22 e 23 marzo è un appuntamento storico, perché riguarda il futuro del nostro Paese, che deve restare democratico". E chiude: "Grazie a Elly. Questa generazione impegnata nel PD è una generazione che si sta esponendo, non che sta aspettando. E vuole fare ciò per cui è stata votata dai cittadini. Per questo voteremo no al referendum, assieme ad altri milioni di italiani".
Bonaccini: "Sorteggio dei magistrati? È umiliante”
Stefano Bonaccini, presidente del Pd, parla di riduzione di autonomie scolastiche, di sanità, di accise mobili per far fronte all'aumento dei prezzi di gas e benzina (la proposta di Schlein al governo) e del ministro Crosetto che si trovava a Dubai quando è scoppiata la guerra.
"È evidente che il motivo per cui hanno chiamato questo referendum non è il referendum in sé. Se questo non risolve nessuno dei problemi della giustizia, cioè i tempi dei processi, la carenza di organico, il sovraffollamento in carcere, la mancanza della certezza della pena. Allora cosa l'avete convocato a fare? È chiaro che speravano in un plebiscito, lo voleva la Meloni per dimostrare che il popolo stava con lei. Il loro obiettivo è promuovere il premierato che, se attuato, non ha precedenti in nessuna parte del mondo" perché ovunque i poteri sono bilanciati.
E poi a breve si vota il prossimo presidente della Repubblica "e se chiudo gli occhi pensando ai nomi possibili, mi vengono i brividi. Pensate se in questi anni non ci fosse stato il presidente Mattarella con la sua personalità".
Quanto al sorteggio dei magistrati, "è umiliante", incalza Bonaccini. "Abbiamo bisogno che arrivi un grande segnale. Voteremo no". Negli Usa "le cose potrebbero cambiare. E tra pochi giorni anche qui potrebbe arrivare un segnale che il vento sta cambiando anche in questo Paese. Mancano pochi giorni. Serve una grande mobilitazione, credevano di stravincere e invece rischiano di perdere. Si vede che sono nervosi, straparlano. Andate a suonare i campanelli. Difendiamo la Costituzione, questa destra si può battere. Prepariamo la vittoria del 2027 per mandare a casa il governo Meloni".
Schlein: “Al fianco dei rider”
Elly Schlein, prima di arrivare in piazza ha parlato dei riders e ha messo in relazione il referendum alla loro vicenda: “Ieri c'è stata una grande mobilitazione dei rider. Siamo al loro fianco chiedendo di calendarizzare quanto prima la proposta di legge che il Partito Democratico ha fatto per tutelarli”. “Un giudice meno indipendente - chiede - avrebbe avuto la forza e il coraggio di commissariare delle multinazionali per dire che l'articolo 36 della nostra Costituzione impedisce di dare salari da fame?”.
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