Giochi pericolosi, i minori rischiano la vita
Da ragazzi si commettono imprudenze, le abbiamo fatte tutti. L’unico modo per evitare il più possibile incidenti e tragedie è rispettare regole e divieti, dal Codice della strada, all’interno di mezzi e locali pubblici, controllare come, dove, con chi vanno minorenni, gli orari. Sono i doveri e i compiti delle famiglie e di una Educazione civica a scuola, intesa come materia importante con voto determinante per l’esito finale.
Se pensiamo alle imprudenze dei bambini e degli adolescenti il pensiero corre subito alla morte di Louis Pisha Plaurent il ragazzino precipitato dal lucernario di un palazzo di otto piani nell’androne delle scale. Si trovava lì con due amici probabilmente per gioco o per curiosità. Non è chiaro cosa sia accaduto ma il povero Louis è volato giù dopo aver tentato invano di restare aggrappato al bordo. Un posto del genere dovrebbe essere più tutelato sul piano della sicurezza, i lucernari andrebbero protetti, ma questa è un’altra storia. Questa è una vicenda emblematica che provoca tanto dolore, ma è difficile condannare l’imprudenza dei ragazzini. I minorenni hanno entusiasmo, non calcolano i pericoli, sono curiosi, non pensano mai alle conseguenze di un comportamento rischioso. Come difenderli? Con l’educazione in famiglia e a scuola, è la risposta scontata. Giusto. Insegnare loro la prudenza non è mai abbastanza. La spiegazione di comportamenti pericolosi, spesso alimentati dalle demenziali ondate dei social, la danno gli psicologi. Mettere in atto giochi pericolosi, sostengono, non significa agire con comportamenti incoscienti ma per i ragazzini sono azioni che consentono loro di vivere in modo tangibile la propria identità presentandosi agli amici, al gruppo a cui appartengono per ottenere riconoscimento e differenziarsi dagli altri. Ma a noi tocca il compito difenderli da loro stessi.
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