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“Bella Gino, come siamo messi?”, il re dello scherzo è bolognese: ferma sconosciuti e finge di conoscerli. I video conquistano i social

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02.04.2026

Alcuni degli uomini fermati per strada da ’Supercazzola.official’, virale sui social

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Bologna, 2 aprile 2026 – Lo seguono – e ogni tanto gli danno un cuoricino – il sindaco Matteo Lepore, Cesare Cremonini, Danilo ’Umarells’ Masotti, Iosonouncane, il celebre costume designer Stefano Ciammitti. Ma lui, dalla voce ormai nota e dal volto sconosciuto, in una settimana ha già raggiunto quasi 35mila followers che crescono ogni giorno. ’Supercazzola.official’, profilo Instagram ormai viralissimo, è un bolognese con la vocazione da conte Mascetti, l’indimenticabile Ugo Tognazzi nel mitico ’Amici miei’, che si muove su quattro o due ruote per le strade di Bologna e provincia, fermando soprattutto ciclisti, scooteristi, ma anche signori sconosciuti dei giardinetti, con cui inizia a parlare nel meraviglioso idioma del nonsense, però in salsa felsinea. Tirando fuori dal canêr termini e modi di dire che scatenano subito un profondo senso di ebbrezza identitaria geolocalizzata in chi guarda le storie su Instagram o Tik Tok, dove il ’mac book pro con la salsa retina’ è diventato cult.

"Quando andavate a ballare ti chiamavano bellicapelli”

“Fatti vedere...lo sapevo. Ti guardavo e dicevo ma è lui. Quando andavate a ballare ti chiamavano bellicapelli e ci avevi sto’ bulbo qui, avevate il bulbo uguale”. Ecco Supercazzola in azione vicino al Righi sui viali, che ferma un signore pelato in scooter dicendogli di ricordarsi bene di lui dai racconti del padre. E quando l’anonimo centauro urbano gli chiede chi è il padre, lui spara a caso – ma non troppo – e gli dice che è Paolo Maldini. Il malcapitato setaccia la memoria e quasi quasi pensa che “sì, è vero, ci sta, non ricordo bene, ma può essere”.

“Soccia Marietto se siam belli oggi"

Questo è l’effetto supercazzola in purezza, quando in fretta e all’improvviso, una persona ti ferma con la sicurezza di essere un conoscente, ti dice qualcosa a caso dove tutto è però giustificato. “Allora come siam messi?”. Chi non si volterebbe a una domanda così schietta e bolognese? Ma anche “Soccia Marietto se siam belli oggi”, “Beh sei fuori che non mi saluti neanche? È una vita che non ci vediamo”. L’interlocutore non capisce bene, anzi la prima cosa che fa è un sorriso, ci mette un po’ a entrare nella cosa… Ma si adegua. Chi guarda il siparietto dallo smartphone, si fa grasse risate. Che diventano ancora più fragorose quando Supercazzola spinge sull’acceleratore del bulgnais.

“Bulbata”, “plumone”, “gran manico”, “ferro”, “braga”, “cartola”, “balotta”, “andare a busso”, “a manetta”, “sa vut sciuper?”, “fai le sintille”, “soooch”, “taffiare”. E cita luoghi mitici della città: “Negli anni Ottanta facevi i tavoli al Ciak”, “con mio nonno ci siam beccati all’Arci Benassi”. E poi tagga i vip che nei nonsense diventano i suoi parenti: Marco Belinelli, Paolo Maldini, Ilario Alicante. Gran partecipazione di seguaci, naturalmente. Adele Ghirri, figlia del grande fotografo Luigi, commenta: “E’ da 20 minuti che provo a immaginarmi lo stesso video, con le stesse cose dette però con un accento regionale diverso dall’emiliano-romagnolo, ed è semplicemente impensabile”.

“Ma ci conosciamo?”. “No, ma vai a manetta”

Qualcuno osserva che i ciclisti fermati da Supercazzola rimangono colpiti perché non si aspettano complimenti. Solitamente vengono bastonati a parole. Giovanni scrive: “Mi sei uscito oggi per la prima volta, non capisco cosa ho sbagliato fino adesso nella costruzione dell’algoritmo”. Poi succede anche che i follower riconoscano un amico, un parente. Una delle reazioni più gettonate è “Ma ci conosciamo?”. “No, ma vai a manetta”, risponde pronto Mascetti da Bologna. Oppure: “No, ma fai i solchi nel cemento” o ancora: “C’hai un ferro che nemmeno Batman”. Ed è subito Love. Anche se la reazione più bella è quando la persona fermata, tutti uomini a dire il vero, da fiducioso diventa sospettoso e pure scocciato. Siam mica tutti biondi.

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© il Resto del Carlino