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Palpeggia in auto la passeggera. Due anni al tassista abusivo

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12.03.2026

La cliente di un taxi: dai complimenti lui è passato ai palpeggiamenti

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Aveva appena accompagnato una giovane con un passaggio su un taxi abusivo. Poi i complimenti insistenti, le frasi fuori luogo e all’improvviso le mani addosso. Un episodio di molestia sessuale finito davanti al tribunale di Pesaro e che ora si chiude con una condanna a due anni di reclusione. La sentenza è arrivata ieri mattina al termine del processo celebrato con rito abbreviato. L’imputato, un uomo di 51 anni originario dell’Albania, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale. Il giudice ha applicato il terzo comma dell’articolo 609 bis del codice penale, che riguarda i casi di minore gravità, escludendo inoltre la recidiva. I fatti risalgono all’11 agosto 2024 e si sarebbero consumati a Pesaro.

Secondo la ricostruzione dell’accusa l’uomo aveva effettuato una corsa come tassista abusivo accompagnando una ragazza nata nel 2001. Durante il tragitto, avrebbe iniziato a rivolgerle complimenti molto insistenti: frasi come ‘quanto sei carina’ e domande personali, tra cui se avesse un fidanzato. Un atteggiamento che, secondo quanto denunciato, sarebbe diventato sempre più pressante. Arrivati a destinazione la situazione sarebbe degenerata. L’uomo, secondo l’imputazione, avrebbe afferrato con forza il braccio della giovane strattonandola e poi avrebbe iniziato a palpeggiarle il seno sopra la maglietta in modo ripetuto.

Non solo. Sempre secondo l’accusa, avrebbe cercato di ottenere un bacio sulla guancia afferrandole la testa con le mani e cercando di avvicinarla al proprio volto. La ragazza si è poi rivolta alle forze dell’ordine. La querela è stata presentata il giorno successivo, il 12 agosto 2024, dando il via all’indagine che ha portato la Procura a chiedere il rinvio a giudizio dell’uomo. Nel corso delle indagini il giudice per le indagini preliminari aveva anche disposto nei suoi confronti una misura cautelare: l’obbligo di dimora nel comune di residenza, applicato il 31 agosto 2024. La misura è stata poi revocata nell’aprile del 2025. Il procedimento è arrivato quindi davanti al giudice con la scelta del rito abbreviato.

All’esito del processo il tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il reato di violenza sessuale, ma nella forma attenuata prevista dal terzo comma della norma. "Aspettiamo le motivazioni della sentenza – è stato il commento dell’avvocato Pamela Pasquini che assiste l’uomo – e ci riserviamo per l’appello".

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