menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Comune: posto fisso ma non troppo. Due funzionari si autodeclassano. E perdono 600 euro lordi al mese

14 0
22.03.2026

Articolo: Rifiuti abbandonati in strada, scattano due multe per mille euro

Articolo: Caporalato in Veneto: denunciati due amministratori

Articolo: Frode fiscale da 100 milioni, da Reggio Emilia perquisizioni e sequestri in tutta Italia

Il posto fisso non è più così fisso e tantomeno quel “ritiro dorato“ stampato nell’immaginario di tutti, compreso Checco Zalone. In Comune si è dimessa dall’incarico fiduciario Michela Gaudenzi, membro dello staff del sindaco Andrea Biancani, mentre due funzionari con posizioni di responsabilità rispettivamente due posizioni organizzative nei settori sport e cultura, hanno gettato la spugna chiedendo la revoca della qualifica e rinunciando all’indennità relativa – 600 euro lordi mensili in busta paga – per tornare ad occupare mansioni ordinarie. Per i due quali sarebbero le ragioni di quest’altalena? Nella richiesta avanzata al dirigente, nero su bianco, c’è scritto “motivazioni di natura personale“, ma c’è chi dubita per avvalorare la tesi di “un malessere diffuso tra i dipendenti comunali, per cui, nei prossimi giorni, tra i funzionari seguiranno altre rinunce“.

Per far capire l’aria che tira, basti dire che sull’autodeclassamento dei due funzionari girano persino lettere anonime (ma informatissime) che forniscono dettagli e presunti retroscena sul fatto che il clima che si vive in Comune sia alla base di queste decisioni. Si rievocano anche le numerose domande di mobilità di cui abbiamo scritto nei mesi scorsi e i rapporti difficili tra il sindaco Andrea Biancani e gli assessori, che avrebbero riflessi anche sulla struttura amministrativa. Tra le cause di tensione ci sarebbero, sempre secondo i racconti di corridoio, anche le conseguenze dell’inchiesta Affidopoli, a causa della quale ora nessuno vuole più correre alcun tipo di rischio. Le ricostruzioni, insomma, sono delle più varie, nessuna delle quali trova ovviamente conferme ufficiali, ma il fatto che tutti questi retroscena – veri o falsi – circolino con insistenza, conferma che in Comune non è un momento facilissimo.

Le versioni ufficiali dei due funzionari che hanno chiesto al dirigente la revoca dell’incarico aggiuntivo non fanno però riferimento a tutto questo né tanto meno sono ricondotte al rapporto con l’attuale sindaco. La principale causa alla base della rinuncia resta ufficialmente legata a cause di forza maggiore, inerenti, in entrambi i casi a delicate situazioni in famiglia su cui concentrarsi. Non è secondaria poi per chi svolge il proprio dovere la difficoltà di prendersi responsabilità che nel rapporto costo- beneficio sono avvertite come sproporzionate dai due funzionari, "soprattutto dopo essere passati per il tritacarne di Affidopoli". Quest’ultima espressione è radicata negli ambienti comunali: è vera sia per chi si è visto arrivare l’avviso di garanzia o è stato perquisito dalla polizia giudiziaria in ragione dell’inchiesta e sia per chi non è stato toccato direttamente dalle indagini. "Prima di firmare un atto, rispetto al passato, ci pensano tutti dieci volte in più – osserva un politico –: ogni aspetto formale è guardato come un fattore di rischio. E’ come guidare un’automobile con il freno a mano tirato".

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino