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Malika Ayane e il ricordo di Lucio Dalla: “Un poeta visionario, ‘Attenti al lupo’ mi emozionò da bambina” /

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04.03.2026

Lucio Dalla e Malika Ayane, alla serata 'Liberi' la cantautrice porterà 'Futura'

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Bologna, 4 marzo 2026 – Si intitola ’Liberi’, in omaggio allo spirito di Lucio, la serata che questa sera si festeggia a Bologna, alle 21, all’Arena del Sole. Prodotto da Qn-Carlino e ideato con la Fondazione Lucio Dalla e Sony Music, lo spettacolo vede tra gli ospiti Malika Ayane, Paola Iezzi, Graziano Galatone, Walter Veltroni, l’Antoniano e il Bologna Fc.

Malika Ayane, reduce da Sanremo, dove ha presentato Animali notturni, sarà stasera all’Arena del Sole.

Malika, qual è stato il suo primo contatto con Lucio?

“La sigla di Lunedì film, quella che faceva “duvudubà“. Brano divertente anche per l’approccio fantasioso che mi suscitava l’associazione col gabbiano-pellicola. Poi, sicuramente, Attenti al lupo, con la sua ispirazione freak show, altro mondo visionario per una bambina piccola come me che ancora andava alle elementari”.

“Per quanto non sia stata una fan immediata, l’ho sempre trovato incredibilmente giusto. È come un apripista per tutti quelli strani come noi. E quando due settimane fa sono entrata a casa sua (per realizzare il programma Ci vediamo da Lucio - ndr), non avrei potuto aspettarmi qualcosa di diverso. Non poteva che essere fatta così, piena di cose, estremamente colorata, esatta trasposizione di quello che aveva in testa”.

Tra le tante persone che ha conosciuto, ce n’è una avvicinabile in qualche modo a Lucio?

“Ne ho incontrate diverse orientate in quella direzione; quindi, è bello come se fosse stato l’ambasciatore assoluto di questo modo”.

Ha già deciso cosa proporrà?

“A casa di Dalla ho cantato Futura perché piace tanto e perché ultimamente mi sta capitando spesso che mi chiedano di eseguirla”.

Che cosa la emoziona?

“Mi emozionata molto il finale perché quell’ultima frase “aspettiamo che ritorni la luce / di sentire una voce / aspettiamo, senza avere paura, domani“ ti ricorda che qualunque essere umano, qualunque sia il suo bagaglio culturale e esperienziale, quella cosa la può capire e ti lascia per terra senza forze perché probabilmente nella nostra interiorità la sentiamo e la pensiamo tutti”.

L’album di Lucio che trova più poetico in assoluto?

“Probabilmente, Com’è profondo il mare. Perché, secondo me, è in assoluto quello che evoca meglio il senso di dolce isolamento delle Tremiti, in quella casa a tre piani, bianca con i balconi blu dove fu inciso. Ogni isola ha dentro un mondo infinito sotto ogni punto di vista e con tutte le metafore del caso”.

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Qual è oggi il Dalla “necessario”?

“Arrivare alla gente con la frase che serve, perché abbiamo tutti bisogno che ci esploda dentro qualcosa di bello e di sorprendente, perché in giro c’è una brutalità da lasciarci il bisogno di ricevere questo tipo di carezze. La necessità più grossa, infatti, è quella di rimanere in contatto con le nostre emozioni senza che siano manipolate da quel senso becero e violento di un ossessivo reiterare che ci rende tutti più tristi. Ed è importante, per questo, che la Fondazione continui ad operare per non far mai scemare quel messaggio”.

Quanto conta una città come Bologna nella trasmissione di questa eredità?

“Tantissimo. Me ne sono resa conto l’anno scorso, quando all’Auditorium Manzoni mi sono ritrovata nel cartellone del doppio appuntamento di The man I love insieme a Paolo Fresu, Simona Molinari, Ornella Vanoni e Celso Valli con l’Orchestra Sinfonica del Comunale. Con noi, pure Gianni Morandi e Samuele Bersani. Lì ho capito che non si trattava solo di un evento, ma di un passaggio di testimone, di un modo di stare insieme e di fare musica che, secondo me, a Bologna esiste in una forma molto particolare, diversa da quella di altre città. È come se, in qualche modo, pure noi che non siamo bolognesi, avessimo imparato da questa città il suo modo di proteggere l’arte e gli artisti, di creare spazi in cui sentirsi liberi e custoditi allo stesso tempo. Per questo mi chiedo sempre se, altrove, sarebbe stato possibile avere un altro Lucio”.

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