Ruggeri, un doppio amaro. Brucia la sconfitta in finale
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La storia non si ripete. O almeno, non questa volta. Jennifer Ruggeri e Aurora Zantedeschi erano tornate ad Antalya in Turchia con l’ambizione non nascosta di difendere il titolo conquistato poche settimane fa su questi stessi campi in terra rossa. Campi dove le due sono arrivate di nuovo fino in fondo, ma nell’ultimo atto la tedesca Joelle Lilly Sophie Steur, classe 2004, e la slovacca Nina Vargova (2005) si sono rivelate più lucide nei momenti decisivi, imponendosi per 1-6, 7-6 (tiebreak a 3), 10-7 nel super tiebreak.
Il percorso della coppia azzurra verso la finale era stato tutt’altro che agevole, quasi a voler far capire sin da subito che ripetere il successo di poco tempo fa non sarebbe stato una passeggiata. Agli ottavi di finale Ruggeri e Zantedeschi avevano rimontato Pieri e Vergara Rivera, cedendo il primo set per 5-7 prima di imporsi con autorità nei due parziali successivi (6-2, 10-3). Un segnale di carattere che si era confermato nei quarti contro Cvetkovic e Stankovic: 6-2 al primo, poi la rimonta delle avversarie nel secondo (3-6), infine il super tie-break chiuso 10-4 a favore delle italiane. In semifinale, contro Cengiz e Topalova, nessun problema in quello che è stato il successo più facile della settimana: 6-4, 6-3 e via verso l’ultimo atto.
In finale, però, Steur e Vargova si sono rivelate avversarie tanto giovani quanto assai ostiche, anche se l’inizio aveva fatto ben sperare. Il primo set è scivolato via infatti in favore delle italiane per 6-1, con le azzurre entrate subito in partita. La reazione della coppia tedesca-slovacca nel secondo parziale è stata però immediata e convincente: il set è tornato in equilibrio, una battaglia sportiva punto su punto fino al tiebreak, dove il duo italiano ha tenuto botta fino al tiebreak, perso però a 3 con verdetto rimandato al terzo e decisivo parziale. Al super tie-break è mancato il guizzo finale: 10-7 per Steur e Vargova, che si sono portate a casa il trofeo.
Per Jennifer Ruggeri — classe 2003, nata a Civitanova Marche, cresciuta a Potenza Picena ma allenata ormai da tempo alla MTA di Jesi da Alice Savoretti e Massimiliano Albarella — questa finale rappresenta comunque la conferma di un trend positivo in questo inizio di 2026. Dopo la vittoria nel doppio ad Antalya poche settimane fa, e il titolo agli Australian Open junior nel 2023, la marchigiana continua a maturare nella specialità, dimostrando di poter competere ad alto livello anche con il passare delle settimane e la stanchezza accumulata. La coppia con la veronese Zantedeschi, classe 2000, specialista del doppio con 18 titoli ITF e un best ranking vicino alla top 100 lo scorso anno, sembra sempre più salda e destinata a diventare un punto fermo del circuito femminile italiano.
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