Il sistema escort: voli low cost da Grecia e Spagna, studentesse che “arrotondano”, la quota privé e gli hotel scalati dalla paga
Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini e le immagini social della società Ma. De. Milano
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Milano, 23 aprile 2026 – Il reclutamento di ragazze immagine ed escort era capillare, la logistica prevedeva spostamenti e alloggio. Un bacino di oltre 100 giovanissime, spesso 18enni o poco più, che all’occorrenza venivano fatte arrivare in aereo anche dall’estero, dalla Grecia o dalla Spagna. Straniere e italiane, anche studentesse che per “arrotondare“ la paghetta dei genitori lavoravano nei locali.
I dialoghi intercettati dalla Gdf, nell’inchiesta che ha smantellato un presunto giro di prostituzione con clienti nel mondo del calcio gestito dalla coppia Deborah Ronchi-Emanuele Buttini (da lunedì ai domiciliari) documentano l’organizzazione la prenotazioni di voli low cost verso Milano e di notti negli stessi alberghi dove si consumavano i rapporti.
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“Vai a prendere la ragazza all’hotel – spiega Ronchi a uno degli autisti di fiducia – Josh deve recuperare quella ragazza che c’è in hotel più altre due che se le porta lui al Philippe Plein (...) Le altre quattro che rimangono le porti al Just”. Riferimenti a due locali della movida milanese, estranei alle accuse, dove avevano luogo le serate.
Le indagini si concentrano sui canali di reclutamento di ragazze che, ascoltate in questi giorni come testimoni, stanno confermando il sistema: venivano chiamate per partecipare alle serate nei locali di lusso come accompagnatrici, quando veniva proposto da chi organizzava gli eventi un lavoro “extra“ loro accettavano. La coppia Ronchi-Buttini le remunerava, secondo i loro racconti, con somme ben al di sotto del 50% di quanto veniva corrisposto dal cliente, spesso decurtate di una quota per l’alloggio in letti a castello nello stabile a Cinisello Balsamo dove ha sede la Ma.De., agenzia di eventi fulcro dell’indagine.
In particolare il “super privé” della discoteca Pineta era considerato un “locale nel locale”, con tanto di ingresso sul retro per far entrare con riservatezza le ragazze. Il loro tramite, secondo l’inchiesta, era il pr Giovanni ‘Gio’ Urso (non indagato), titolare della società Fatturage.369 e socio della Carpa srl, che gestisce la discoteca in via Messina, a Chinatown, zona in ascesa nella movida.
Chi è Giovanni Urso, il pr del Fatturage al Pineta: la scalata (anche social) alla movida e il codice del super privé vietato ai ‘plebei’
Pubblicizzando un evento al Pineta, in un video pubblicato sui social e acquisito dalla Gdf, Urso non risparmia colorite espressioni. “Questa e quella dovrebbe essere già la tavolage per iniziare il gran chiavage”. Un privé con ingresso dedicato, separato dall’accesso “plebeo” perché destinato ai comuni clienti. Secondo la Procura, Urso “lascia intendere l’inscindibile connessione tra il pagamento del prezzo del tavolo e il versamento di importi elevati con l’accesso diretto a prestazioni sessuali”. Ma lui, in un’intervista, si difende: “Non c’entro nulla con la prostituzione”.
Milanese classe 1989, sempre ben vestito e con pose da manager nelle foto, Urso sul suo sito internet delinea un curriculum che parte dalla gavetta allo Shocking, “tempio della Milano da bere”, definendosi come “influencer” della prima ora. Entra nello staff del Billionaire e in una rutilante serie di attività si candida nel 2016 come consigliere comunale con una civica. Vanta partecipazioni “come opinionista” in tv, gira una sua foto con Davide Lacerenza, gestore della Gintoneria chiusa dopo un’inchiesta su un giro di prostituzione e spaccio. Un percorso, quello di Urso, che arriva fino alla Fatturage.
Chi sono Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini, la coppia dell’inchiesta escort: foto glamour sui social e calciatori da “acchiappare”
Ronchi e Buttini accompagnavano al Pineta ragazze che poi venivano retribuite con il 10% dei ricavi su ogni tavolo, nel privé di cui la Ma.De. aveva una sorta di uno esclusivo nel weekend. Un sistema su cui lucravano entrambe le società. Il locale, che poteva contare su una clientela vip in grado di spendere migliaia di euro, retrocedeva una parte degli incassi. La Gdf, analizzando i rapporti finanziari, ha rilevato 757.962 euro versati da Carpa srl a Ronchi, a cui si aggiungono le somme versate direttamente dai calciatori o veicolate su Revolut, arrivando a 1,2 milioni di euro di presunto profitto. Altri accrediti, minori, arrivavano da altre discoteche. Seguendo il filo del denaro, una parte dei soldi versati dai giocatori, 5.630 euro, sono stati poi dirottati verso la società Ballons Mania sas, di cui è socio Alessio Salamone, uno degli indagati: pagamenti per la fornitura di gas esilarante utilizzato per uno sballo al riparo dai controlli antidoping.
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