Dentro la partita. È come un crash test in vista dei playoff. Occhio alle assenze e a un super Ghedjemis
È il momento di divertirsi, con coscienza. La posizione di ’comfort’, guadagnata dal Modena a Catanzaro, consente di affrontare due...
È il momento di divertirsi, con coscienza. La posizione di ’comfort’, guadagnata dal Modena a Catanzaro, consente di affrontare due scontri d’alta quota con una certa serenità e con la giusta propensione a volersi mettere in gioco con potenziali avversari da playoff e non è tema da sottovalutare, se si vuole comprendere il reale di livello nelle gare da dentro o fuori.
Il Frosinone è un crash test, una prova d’impatto piuttosto violenta considerato quanto la formazione di Alvini ha costruito fin qui, in maniera sorprendente ma con merito. Velocità, profondità, qualità tecnica. I ciociari hanno caratteristiche uniche per questa categoria. Eppure, il Modena ne ha altrettante che potrebbero mettere in difficoltà il sistema di Alvini, se la condizione fisica aiuterà i canarini di Sottil. Le assenze, purtroppo, condizioneranno in parte le intenzioni gialloblù. Squalificato Gerli, out i soliti Gliozzi e Chichizola, ancora fuori Sersanti e probabilmente Defrel, rientra Beyuku dal turno di stop. La regia dovrebbe essere cosa di Santoro, a meno che Sottil non scelga di riadattare Nador in quel ruolo con la conferma di uno tra Dellavalle e Adorni al centro della difesa. Soluzione non impossibile ma considerata la rapidità e la verticalità con la quale il Frosinone gioca, le analisi devono essere approfondite. Zampano e Zanimacchia occuperanno le corsie esterne, con Santoro in regia ci sarà spazio per Pyyhtia dal 1’, dopo aver messo nelle gambe minuti tra Bolzano e Catanzaro. Davanti Pedro Mendes si candida naturalmente ad una maglia da titolare al fianco di De Luca, la staffetta con Ambrosino è certa nella ripresa. Dall’altra parte, 4-3-3 consolidato. Alvini dovrebbe avere tutta la rosa a disposizione, in difesa guida l’ex di turno Cittadini, davanti gli occhi sono tutti puntati sul tridente delle meraviglie composto da Raimondo al centro, Kvernadze e Ghedjemis, quest’utlimo autore di ben 12 reti fin qui. Divertirsi, con coscienza. Con la volontà di comprendere il livello raggiunto e iniziare a conoscere quello degli avversari. Se è vero che il playoff è ormai cosa fatta, l’occhio e la mente devono andare a quel che sarà tra poco e poterlo fare con un discreto anticipo deve rappresentare un bel vantaggio. Vediamo, ora, di che pasta è fatto il Modena.
In foto: Ghedjemis e Raimondo
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