Virtus, dall’Eurolega alla maglia azzurra. Diouf, Niang, Akele e Ferrari a Newcastle
Momo Diouf, classe 2001, è alla seconda stagione con la maglia Virtus (Ciamillo)
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Abituata a giocare ogni due giorni, la Virtus si trova un po’ smarrita. Non tanto per aver battuto, con pieno merito per altro, il Barcellona, quanto, piuttosto, perché tornerà in campo, per una partita, solo giovedì, a Madrid, contro il Real dell’ex Sergio Scariolo e di quel Gabriele Procida che, dopo aver flirtato a lungo, in estate, con la V nera, ha preferito la Spagna. Tutti in palestra, o quasi. Perché Dusko Ivanovic dovrà fare i conti con le assenze. Non solo Alessandro Pajola e Daniel Hackett, infortunati, ma anche gli altri moschettieri azzurri. Momo Diouf, Nicola Akele, Saliou Niang e Francesco Ferrari hanno appena fatto in tempo a fare una doccia veloce, alla Virtus Arena. Poi, hanno raggiunto il raduno azzurro prima a Livorno, poi con destinazione Newcastle upon Tyne.
Quattro bianconeri in Nazionale, non è un caso né tantomeno un record. Anzi, se non ci fosse stato l’infortunio di mezzo, al gruppo si sarebbe aggiunto anche Pajola che, in azzurro, ha scelto il numero 54. Pajo è stato operato al ginocchio (menisco) rientrerà a marzo. Sulla carta verso la fine del mese, ma conoscendo la tempra e la determinazione del capitano, la Virtus spera di riabbracciarlo anche prima, perché la sua presenza è fondamentale non solo in difesa, ma anche per garantire equilibrio e per non costringere Luca Vildoza a ricorrere alla bombola di ossigeno.
Secondo alcuni media, l’Olimpia Milano si sarebbe fatta nuovamente sotto al capitano, proponendo un accordo economicamente molto interessante (e remunerativo). Di concerto ci sarebbe (condizionale d’obbligo) un certo interesse verso Davide Casarin, classe 2003, pure lui nei giro azzurro. La Virtus, intanto, come per gli altri giocatori in scadenza – da Diouf ad Akele, senza dimenticare Hackett e Matt Morgan – ha presentato le sue offerte. Attende risposte senza dimenticare che, alla vigilia della Coppa Italia, proprio il direttore generale Paolo Ronci aveva espresso soddisfazioni, sugli uomini in organico e l’obiettivo di confermare, anche per la prossima stagione, lo zoccolo duro della squadra.
"Per trovare un’intesa bisogna essere in due", la chiosa del dg. La Virtus non può proporre le cifre dei top club di Eurolega ma, almeno con gli italiani, propone un marchio di fabbrica e una garanzia. Gli azzurri, impegnati alla palestra Porelli, non solo giocano, ma vedono crescere le loro quotazioni. Ecco perché, in primavera, dovrebbe essere il momento per Ferrari, fin qui visto con continuità solo contro Cremona. La maglia azzurra servirà all’ex Cividale (fuori dai dodici contro l’Inghilterra) come una robusta iniezione di autostima: per ora il suo talento, classe 2005, non ha fatto breccia nella mente del Sergente di Ferro.
Un po’ di italiani in nazionale, gli altri all’Arcoveggio per curare gli acciacchi e migliorare il rendimento. Tra gli osservati speciali Morgan, per la violenta ancorché fortuita capocciata rimediata alla Virtus Arena e Smailagic, pure lui reduce da qualche acciacco. E quel Carsen Edwards al quale, dagli atteggiamenti e dalle parole post-partita, non sono piaciuti i giudizi dopo il 2/16 contro Tortona. La squadra è piaciuta, contro il Barcellona dell’amatissimo Shengelia, ai tifosi bianconeri. Che ieri hanno raggiunto l’Arcoveggio per mettere in bella mostra uno striscione di ringraziamento per la prova di mercoledì.
La squadra è intrigante. E il tifo bianconero mostra di apprezzare questo gruppo giovane che, magari può sbagliare, ma non si arrende mai.
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