L'abbraccio di Kimi Antonelli alla mamma: "Ho voglia di tagliatelle". All’aeroporto bagno di folla e selfie per il re della F1
Kimi Antonelli, l'abbraccio con la mamma Veronica in aeroporto (foto Schicchi)
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Bologna, 16 marzo 2026 - Effetto dei tempi che cambiano. Nella zona arrivi dell’aeroporto Marconi di Bologna si appalesa Frederic Vasseur, che sarebbe il team principal nonché il general manager della Ferrari. Lo sbarco dell’ingegnere francese, nonostante quello che il Cavallino ha combinato (di buono) in Cina, passa in secondo piano. Telecamere, registratori e telefonini vengono sì sguainati, ma sono per un ragazzo più giovane. Quel ragazzo ha 19 anni, un bel sorriso e modi gentili. E sta scrivendo pagine di Formula Uno. Andrea Kimi Antonelli ha appena vinto il primo Gran Premio della sua vita. Ha stabilito pure un primato - il più giovane pilota capace di ottenere una pole position - eppure ha l’aria nemmeno di un ragazzo reduce dall’Erasmus, ma di un liceale in gita scolastica.
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L’abbraccio di Kimi con la mamma
E’ rilassato e tranquillo, Kimi. Che prima risponde a mille domande, poi abbraccia la mamma. E mamma Veronica? Kimi, dopo la Cina, ha voglia di tagliatelle. “Ho solo gramigna al ragù”, ribatte la mamma. Si abbracciano i due, “Va bene lo stesso”, aggiunge Kimi, che chiede dove, nel frattempo, sia finito papà Marco. “E’ già al lavoro”, replica mamma. E’ il ritratto di una famiglia tranquilla e senza tanti grilli per la testa. E’ la famiglia Antonelli che, da domenica, appunto, ha come ‘front-man’ il giovane Kimi.
“Sinner è stato molto gentile a dedicarmi il successo”
“Sinner è stato molto gentile a dedicarmi il successo”, prosegue Kimi, che ringrazia la Virtus. “So che mi hanno dedicato un applauso alla Fiera. Ha battuto Milano, mi sembra che sia stata una bella partita. Dopo il Giappone, conto di andare a vedere qualche gara. Il basket mi piace”.
“Vincere era un sogno. Adesso gli impegni si complicano”
Le tagliatelle, il Bologna e la Virtus: Kimi, che la mamma chiama Andy, da un saggio del suo legame. “Vincere era un sogno. Adesso gli impegni si complicano”, e lo dice con la tranquillità dello studente che sa di essersi preparato bene per gli esami (anche quelli della vita) e sa sempre come destreggiarsi.
Tanta gente per Kimi: decine di richieste di selfie. Anche di agenti di polizia che lo accompagnano al parcheggio perché sia più tranquillo. Kimi sorride, sgrana gli occhi e dice si a tutti. Risponde alle domande dei cronisti, posa per i selfie. Campione al volante, certo. Ma anche nella quotidianità - “adesso vorrei solo riposare un po” - davvero un asso.
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