Kimi Antonelli, il piccolo principe della F1. Montezemolo: “Mi ricorda i migliori”
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Bologna, 31 marzo 2026 – Pole, vittoria e primato in Formula Uno. Il giorno dopo Suzuka, Kimi Antonelli, cala il poker. E’ talmente veloce che, all’aeporto ‘Marconi’ di Bologna nemmeno si vede. Eppure è tutto come due settimane prima: la vittoria in pista, il volo di ritorno via Istanbul e l’abbraccio della sua Bologna. Ad attenderlo tifosi, appassionati, curiosi e tanti cronisti. E’ scoppiata la Kimi-mania. Ma l’ordine di scuderia, della Mercedes, deve essere quello di proteggere dall’eccessiva pressione il diciannovenne che sta riscrivendo la storia della Formula Uno, dopo una stagione di apprendistato.
E allora Kimi, con il suo cappellino Mercedes, viene dirottato su un’uscita secondaria. Che qualcosa sia cambiato, rispetto alla prima vittoria di Shanghai, lo si intuisce anche prima. Non c’è mamma Veronica, che a metà marzo si era sistemata dietro una colonna, attendendo l’abbraccio con il suo ‘Andy’. Non ci sono famigliari all’orizzonte. Ci sono i passeggeri del volo da Istanbul che hanno viaggiato con lui. “Tranquilli, il campione è in arrivo”, la tesi di alcuni. “Inutile attendere, l’abbiamo visto uscire scortato da un altro varco”, sostengono altri.
Che sia valida la seconda tesi, lo spiega Anna Rita Benassi, responsabile delle comunicazioni del Marconi. “Antonelli – spiega in modo gentile e cortese – è già atterrato. Ma ha preso una via più veloce”. E chi, meglio di Kimi, poteva imboccare una strada sulla quale correre? Come se il Gran Premio di Suzuka non fosse ancora finito. Non sarà facile, nelle prossime uscite, contenere l’entusiasmo. Perché la Kimi-mania è contagiosa.
Ed è un fenomeno curioso, perché in una nazione nella quale la Ferrari è una religione, ora tanti strizzano l’occhio alla Mercedes, grazie a un ragazzo di Bologna che si è diplomato lo scorso anno – mentre debuttava a tutti gli effetti in Formula – e che non ha perso la spontaneità e la tranquillità di quando era poco più che bambino. E che, vincendo sempre, continuava a rispondere a qualsiasi domanda con assoluta naturalezza.
Dote che va ad aggiungersi alla serenità con la quale il ‘cinno’ di casa nostra, interpreta il ruolo. Debuttante fino a pochi mesi fa, leader del mondiale oggi: come se si trattasse del passaggio più normale di questo mondo. E’ anche per questo motivo – non solo perché vince – che Andrea Kimi piace. Perché resta il ragazzo della porta accanto, ma quando scende in pista assume i connotati del super eroe, capace di qualsiasi impresa. Per questo curiosi e appassionati gli chiedono foto, sorrisi, autografi. E per questo la Mercedes, cerca di proteggere il suo tesoro.
E del fenomeno Kimi parla una leggenda (dirigenziale) di questo sport: Luca Cordero di Montezemolo, intervenuto alla trasmissione ‘La Politica nel Pallone’. “Antonelli è un ragazzo spontaneo e semplice, credo che abbia tutte le caratteristiche personali per diventare un grandissimo. Un duello tra la Ferrari e Antonelli sarebbe una cosa grandiosa – spiega Montezemolo – Kimi riesce a rimanere freddo nei momenti difficili. In un ragazzo di 19 anni non ho mai visto una calma e una concentrazione del genere”. E scomoda un paragone con Niki Lauda, ricordando un trionfo di Michael Schumacher a Suzuka. Due campioni del mondo. Il tempo è dalla parte di Kimi.
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