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Kimi Antonelli e lo storico trionfo in F1: “Sono solo all’inizio. Tomba? Una leggenda, sarebbe bello conoscerlo”

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17.03.2026

Le lacrime del 19enne, subito dopo aver tagliato per primo il traguardo del Gp

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Bologna, 17 marzo 2026 – Prima pole, prima vittoria in un Gran Premio. E, al ritorno a Bologna, tanta gente ad attenderlo. Giornalisti, fotografi, tifosi e tanti curiosi di scoprire l’identità di quel ragazzino dallo sguardo sereno che ha un cappellino Mercedes calato in fronte. Bravo ad affrontare le chicane e tenere a bada una Freccia d’Argento che supera i 300 orari. Altrettanto abile e disponibile a rispondere e a prestare il sorriso per decine di selfie.

Antonelli, partiamo dal primo posto?

“Lo aspettavo, lo sognavo. Ma so che si tratta solo di un inizio. Spero di continuare su questo percorso, perché la strada è quella giusta. Non sarà facile”.

Tempo di dediche. A chi?

“Alla mia famiglia, al mio team. A tutti quelli che mi seguono da tempo e che mi hanno supportato fin da quando ero piccolo. Questo è il frutto del lavoro fatto fino a oggi”.

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“Jannik Sinner mi ha dedicato il successo di Indian Wells. Gli ho scritto subito, perché è un gesto che ho molto apprezzato. È stato motlo carino”.

Alberto Tomba vorrebbe conoscerla.

“È una leggenda. Sarebbe bello poterlo conoscere. I miei genitori mi hanno parlato spesso delle imprese di Alberto”.

Torniamo al Gran Premio.

“La partenza poteva rappresentare la difficoltà maggiore, visto quello che è successo in Australia. Poi, per fortuna, sono scatttato bene e ho avuto un buon passo”.

Ha vinto, dimostrando di saper guidare la macchina. Cosa è cambiato?

“Mi sono tolto un peso, adesso. Forse, sono un po’ più rilassato. Un risultato del genere, ti regala forza e consapevolezza di quello che può essere il tuo potenziale. Ma sono il primo a sapere che ho ancora molto da dimostrare. Pole position e vittoria, vanno bene. Ma c’è il passaggio successivo. Quello più importante. Non sarà facile, ripeto, ma sono fiducioso”.

Tra un po’ ci sarà Suzuka.

“L’anno scorso sono andato bene. Le monoposto sono cambiate tanto, ma mi trovo bene e c’è il giusto feeling e, ora, mi godo la vittoria”.

Come è riuscito ad adattarsi così velocemente alla vettura?

“Avere un’auto che funziona bene aiuta a far andare le cose anche meglio. Poi ho fatto tanto lavoro con il simulatore”.

E adesso un po’ di relax.

“Sì, con la famiglia e con gli amici. Stacco un po’ la mente e poi, dopo, testa al Giappone. Voglio gustarmi il momento”.

“Sì, ne avrei proprio voglia”.

Mamma Veronica dice che oggi ci sarebbe la gramigna.

“Va bene lo stesso, l’importante è che sia pasta”.

A Hockenheim papà Marco, quando lei era piccolo, la mise dentro una pila di pneumatici.

“Il tempo è volato. Avere papà in pista, in Cina, e condividere questo momento con lui è stato speciale ed emozionante. Anche perché la mamma e mia sorella sono rimaste a casa”.

La Ferrari, in Italia, è quasi una religione. Lei sta facendo appassionare tante persone al mondo Mercedes.

“Un po’ di tifo non fa mai male”.

Spopolano le foto sue e di Hamilton. Lei, quando era quasi bambino con Lewis. E quelle recenti del podio in Cina.

“Credo che quella sia la foto dell’anno. Lewis era entusiasta e contento per me. Mi ha sempre sostenuto e supportato, anche quando lui è andato in Ferrari e io sono approdato in Mercedes. C’è un bel rapporto tra noi. Lui è un campione”.

A proposito di rapporti: mentre lei otteneva la pole…

“Maggie, mia sorella, era in gara a Ravenna, con la ginnastica ritmica”.

“C’è una bella differenza di età. Ma il nostro rapporto è cresciuto, migliorato, rafforzato. E lei è la mia prima tifosa e, in più, si sta appassionando. Ha imparato molto a livello tecnico. In Australia ha seguito tutte le sessioni con papà. È molto dolce”.

Due giorni fa: vince lei in Cina. Poi il Bologna e la Virtus.

“Speriamo che questa striscia positiva prosegua per lungo tempo”.

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© il Resto del Carlino