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Trieste e Gorizia, il voto mancato il 2 giugno 1946: «Fu una cittadinanza sospesa»

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02.06.2026

​​​​​«Trieste e Gorizia vissero quegli anni come una sorta di limbo, una cittadinanza sospesa che andava risolta soprattutto sul piano internazionale». Per il costituzionalista Stefano Ceccanti, docente ordinario di Diritto pubblico comparato all’università La Sapienza di Roma, l’esclusione delle due città dal referendum del 2 giugno 1946 racconta molto della fragilità geopolitica del confine orientale nel secondo dopoguerra.

Mentre il resto d’Italia sceglieva tra monarchia e repubblica e si preparava alla nascita della Costituzione, e in un Nordest che, con la sola eccezione di Padova, si schierò a favore della Repubblica, Trieste e Goriziano restavano infatti fuori dal voto: Trieste era sotto amministrazione alleata nella Zona A del Territorio libero, mentre Gorizia era divisa tra il controllo jugoslavo e quello militare anglo-americano.

Professor Ceccanti, che cosa significò per la Venezia Giulia quell’assenza?

«Significò........

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