Cabinovia di Trieste, Salvini: «I fondi si sbloccano, ma il Comune decida il progetto»
Dai fondi per l’ovovia di Trieste (confermati per far partire l’opera ma senza il sostanzioso anticipo che vorrebbe il Comune) alla condanna dei sabotaggi rivendicati dagli anarchici, passando per la chiusura a ogni alleanza con il partito di Vannacci, l’ipotesi Zaia a sindaco di Venezia («sarebbe il migliore») e la minimizzazione delle recenti tensioni interne alla Lega del Friuli Venezia Giulia. La visita a Trieste del vicepremier Matteo Salvini dà parecchi spunti al dibattito politico locale e nazionale, mentre le infrastrutture, cui era dedicato l’evento di lunedì pomeriggio alla Stazione marittima di Trieste, rimangono sullo sfondo.
La prima domanda dei giornalisti è sul contestato progetto dell’ovovia a Trieste. Stesso posto, stesso argomento rispetto al 4 dicembre 2024, quando alla Stazione marittima Salvini aveva impegnato il Mit a finanziare il cantiere. Un anno dopo, con i fondi nel frattempo spalmati su più annualità, Salvini torna a impegnarsi, ma butta pure la palla nel campo del Comune.
«I fondi si sbloccano», dice, chiarendo di averne «parlato col ministro Giorgetti» e spiegando che «stiamo facendo economia su altre opere che partiranno più avanti per mettere a disposizione risorse per cominciare». Le otto rate annuali valgono 48,8 milioni, ma la scansione temporale non pare modificata, il che costringe il........
