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Tesla, grande attesa per la Roadster da sogno: l'auto più veloce del mondo prima di passare alla guida autonoma

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24.02.2026

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Sarà vero? O anche questa volta finirà tutto in una bolla di sapone? La data, il primo aprile, si presta allo scherzo. Per quel giorno, però, il pianeta dell’automotive e quello della finanza si sono giustamente allertati. Ricostruendo il puzzle, in quella data Elon Musk, con uno dei suoi proverbiali show, dovrebbe finalmente mostrare al mondo la Roadster che, poco dopo, verrà prodotta in serie (piccola) per arrivare sulle strade. Perché tutta questa frenesia? Non si tratta di una vettura “normale”, potrebbe essere l’ultimo gioiello che il visionario realizzerà con il tradizionale posto guida prima di virare le mire di Tesla verso lidi diversi dove, per ora, ci sono pochi rivali ed elevate aspettative di business.

Sfruttando l’Intelligenza Artificiale, che il nostro maneggia con notevole maestria, il vero obiettivo sono i veicoli a guida autonoma ed i robot umanoidi, entrambi già entrati nel mirino dell’inventore. A lanciare il sasso nello stagno, che l’ora X starebbe per scattare indicando l’ipotetica tempistica, era stato proprio Elon. Non con una dichiarazione formale, ma durante l’ultima “conference call” che accompagna le trimestrali della sua azienda principe. Quella che, con il suo valore a Wall Street, contribuisce non poco a renderlo di gran lunga «l’uomo più ricco del globo», un paperone come non c’è mai stato con un portafoglio di circa 800 miliardi di dollari che all’inizio di quest’anno ha triplicato il secondo in classifica e si appresta a diventare il primo “trilionario” della storia.

Il paventato pesce d’aprile potrebbe essere solo un simpatico escamotage per giustificare un eventuale ulteriore ritardo. D’altra parte i mercati finanziari sono avvezzi a metabolizzare le mancate promesse del miliardario di origini sudafricane che sostituisce gli impegni che sfumano con altri ancora più inverosimili, ma dal fascino straordinario. La Roadster, passando da un appuntamento all’altro, è diventata «uno dei progetti automobilistici con l’incubazione più lunga». Fu presentata da Musk in persona nove anni fa, nel novembre del 2017. La supercar era già definita nei minimi dettagli tanto da guadagnarsi l’appellativo di «auto più veloce del mondo».

Linea filante, abitacolo 2+2, tettuccio trasparente asportabile, tre motori elettrici (uno all’avantreno) in grado di erogare oltre 1.000 cavalli e 10.000 Nm di coppia alle ruote capaci di spingere la belva a 100 orari in meno di 2 secondi ed a superare i 400 km/h di velocità massima. Grazie ad una poderosa batteria top secret da circa 200 kWh può superare i mille chilometri di autonomia. Le doti sono tuttora immortalate sull’affidabilissimo sito ufficiale della casa attraverso il quale sono direttamente venduti tutti i prodotti dell’azienda texana.

Il prezzo non è mai stato ufficializzato, si ipotizza intorno ai 200 mila euro, mentre per diventare (forse...) uno dei primi orgogliosi proprietari viene imposto di lasciare un anticipo di 43 mila euro.

Pochi giorni fa un campanello che ha riacceso i riflettori, l’ennesimo tassello del mosaico. Questa volta Musk non c’entra, era strategicamente impegnato in altre dichiarazioni roboanti. È trapelato che la società di Austin ha depositato presso l’Uspto (United States Patent and Trademark), l’Ufficio Marchi e Brevetti degli Stati Uniti, novità proprio sulla Roadster come stesse affilando le armi per la presentazione. Da una parte, il “wordmark” aggiornato con una nuova “font” futuristica che ha lettere inclinate e segmentate. Dall’altra, un logo stilizzato con tre linee molto fluide che rappresenterebbero il marchio grafico. È bastata questa miccia a rinfiammare la scadenza ventilata dal grande capo.

In quasi un decennio Raodster pare sia cambiata. Come sono cambiati e molto i target dell’azienda. A sua tempo Musk dichiarava che, già oggi, avrebbe prodotto 10 milioni di auto l’anno destinati a salire a 20 entro la fine del decennio. Superfluo sottolineare che, se così fosse stato, Tesla si sarebbe arrampicata in cima alla classifica globale delle vendite. Invece Elon sembra essersi stancato del business classico seppur totalmente elettrificato e innovativo per molti aspetti. Model Y è stato per due anni di fila il modello più venduto della Terra, raggiungendo picchi mai toccati da altri veicoli, anche termici.

Poi la spinta si è affievolita, anche per la pressione dei costruttori cinesi. La Roadster potrebbe essere, non un punto di partenza, ma d’arrivo. Prima di spostare il cannone su altri bersagli (i robotaxi...). Sarebbe infatti l’ultima vettura Tesla guidata dall’uomo e, in quanto tale, non avrebbe paragoni. Si vocifera di uno 0-100 in meno di un secondo grazie ad un “package” fornito da SpaceX che utilizza piccoli propulsori a gas freddo derivati dalla tecnologia aerospaziale.

D’altra parte la Roadster di Musk nello Spazio già viaggia. Attualmente si trova nella costellazione del Sagittario, a circa 300 milioni di km dalla Terra, mentre percorre la sua orbita intorno al sole (ne ha già archiviate 5...). Si sta riavvicinando a noi a quasi 20 mila km/h e ruota intorno alla stella del nostro Sistema a circa 100 mila km/h. Roadster è partita il 6 febbraio del 2018 sul primo razzo Falcon Heavy di SpaceX. Al volante c’è il manichino Starman, a bordo una targa con le firme dei dipendenti dell’azienda.

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