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L'analisi/ Federalismo pragmatico (graduale) per l'Europa

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04.02.2026

La discussione su "unanimità - diritto di veto" nell'Unione sta rilanciando il tema dell'Europa a due velocità o a geometria variabile. L'escamotage adottato per i fondi all'Ucraina, con assunzione di debito comune, ha indicato una strada che, però, non può che essere provvisoria: si firma, rispettando l'obbligo dell'unanimità, un impegno comune, ma nel testo dell'accordo è prevista la clausola dell'"opting out", in luogo dell'esercizio del diritto di veto " ab origine", sull'accordo, da parte dei Paesi dissenzienti. Si formano così di fatto due gruppi di partner europei con un meccanismo, però, che sfiora il bizantinismo e può avere solo vita breve. Ma sarebbe possibile una fase costituente riguardante la distinzione tra Paesi che vogliono accelerare l'integrazione e altri che optano per un percorso cadenzato? Non vi è il rischio di una distinzione tra Paesi di serie A e di serie B? Ma ci si deve fermare alla diversa velocità o alle geometrie variabili oppure bisogna imboccare la strada, indicata da Mario Draghi in occasione della laurea honoris........

© Il Messaggero