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La Diocesi fa il vino: a Villa Maggioni il progetto “benedetto” dal vescovo e da Cotarella

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L’obiettivo è di produrre dalle 25 mila alle 30 mila bottiglie già nel 2027, per crescere poi l’anno successivo. Quello di cui si parla è tuttavia un vigneto speciale al di là dei numeri. Il progetto “Villa Maggioni” è infatti voluto dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Padova, e sostenuto dalla collaborazione speciale di Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e figura di rilievo internazionale.

Una tenuta di circa 12 ettari nel contesto dei Colli Euganei, da un anno Riserva della Biosfera Unesco, una dimora storica ottocentesca ristrutturata e rivitalizzata nell’eleganza degli spazi; un rustico rigenerato a cantina-bottaia per la degustazione dei vini e la valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; duecento nuovi olivi e cinque ettari di terreno destinati alla produzione vinicola: sono questi in sintesi gli ingredienti che stanno dietro al progetto “Villa Maggioni”.

Il nome è quello della villa, catalogata tra le dimore storiche del Veneto, e dà appunto il titolo al progetto vitivinicolo dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero della Chiesa di Padova (Idsc Padova), ente nato nel 1985 con il compito di valorizzare il patrimonio (fabbricati e terreni) proveniente dagli ex benefici parrocchiali.

Nella pianificazione di medio-lungo periodo l’Istituto ha rinnovato la strategia di valorizzazione del comparto “terreni” – spiegano dalla Diocesi di Padova - ottimizzando la produzione agricola con ricadute dirette anche sul territorio e le comunità. Che tradotto significa dismissione di terreni a seminativo di piccole dimensioni o di aree di scarsa o nulla redditività per concentrare maggiormente l’attività agricola su coltivazioni di pregio di uliveti in zona Dop (denominazione di origine protetta) “Veneto Euganei e Berici” e di vigneti in zona Doc (denominazione di origine controllata) “Colli........

© Il Mattino di Padova