I sindaci padovani: «Dateci più poteri sulla concessione della cittadinanza»
C’è chi invoca leggi più stringenti, chi iter più trasparenti, chi maggiori poteri ai sindaci. Molti, a onor di cronaca, condannano il collega. Non c’è tuttavia dubbio: il caso della cittadinanza negata (anzi, sospesa) da Marco Schiesaro a una donna straniera ha acceso un partecipato dibattito, che nelle scorse ore è arrivato anche alla ribalta nazionale e che sta coinvolgendo in particolare gli amministratori pubblici.
Può un sindaco comportarsi come il primo cittadino di Cadoneghe? Intervenire è una sua responsabilità? Gli iter che portano alla concessone della cittadinanza sono sempre trasparenti e solidi? E come sempre, quando viene scoperto un nervo, i fastidi delle parti confermano che effettivamente qualche problema c’è.
Il caso è noto. Lunedì pomeriggio il primo cittadino di Cadoneghe ha accolto quattro cittadini stranieri in municipio, chiamati al giuramento previsto al termine del percorso per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Una donna di origini marocchine ha dimostrato serie difficoltà nel comprendere alcune semplici domande in italiano e anche nel leggere autonomamente il verbale del proprio giuramento: Schiesaro ha sospeso la cerimonia chiedendo ulteriori verifiche.
«È una questione di rispetto delle regole e del valore stesso della cittadinanza italiana», ha motivato il sindaco, «che non può essere considerata una semplice formalità burocratica». La presa di posizione ha fatto alzare un coro di voci a favore, ma anche tante posizioni ostili, come con la collega di Rubano, Chiara Buson, che ha ricordato come un primo cittadino non abbia questo potere.
Le polemiche, in un senso o........
