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La solitudine di Mauro, il 56enne suicida nel giorno dello sfratto: “Ha lasciato la porta aperta all’ufficiale giudiziario”

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25.02.2026

L'intervento dei carabinieri a Casalmoro

Articolo: Sfrattato da casa si toglie la vita: la disperazione di un operaio 56enne bresciano

Articolo: Si lancia dal sesto piano il giorno dello sfratto. Aveva chiesto una casa popolare, il sindaco: “Negli uffici non si era più visto”

Mantova – Suicidi da sfratto: sta accadendo sempre più spesso e non solo nelle grandi città. Stavolta la scena ha avuto luogo a Casalmoro, un paesino del Mantovano ai confini con Brescia: 1200 anime e nessun problema di pressione abitativa. Nemmeno un caso di senzatetto. Ma uno di sfratto sì, e s’è consumato col solito copione, semplice e terribile: la perdita del lavoro, della famiglia, la scia dei debiti, le bollette e l’affitto non pagato.

È successo, più o meno in quest’ordine, a Mauro F., un operaio di 56 anni trovato impiccato mercoledì 25 febbraio alle 11 del mattino in quella che per poche ore era ancora la sua abitazione. Mauro era originario di Leno. Nella sua prima vita era stato sposato e aveva avuto due figlie. Poi, come si dice, qualcosa si è rotto: il lavoro che non va, la famiglia che si sfascia, la solitudine, i debiti.

Non sono state aperte inchieste, il corpo è stato riconsegnato alla famiglia

Mercoledì mattina a casa dell’operaio in via Valle Maria ha suonato l’ufficiale giudiziario. E non era la prima volta. Era già passato il 29 ottobre e poi a fine gennaio: in entrambi i casi, dopo avergli notificato lo sfratto per morosità, gli aveva concesso una breve proroga di quattro mesi. Mauro F. sapeva che non c’era più tempo e ha scelto il gesto estremo. Ha lasciato la porta aperta: all’ufficiale giudiziario non è rimasto che chiamare i carabinieri, che sono arrivati solo per constatare quello che era accaduto: non sono state aperte inchieste, il corpo è stato riconsegnato alla famiglia.

Sfrattato a 71 anni si lancia dal sesto piano e si uccide: “Non ce la faccio più”. Ha lasciato un biglietto d'addio

Era tutto chiaro, tranne le mille domande e lo sgomento che suscitano casi del genere. A Casalmoro la gente è rimasta senza parole, conferma il sindaco Maura Tommaselli: “Qui ci si conosce tutti –  dice – si sapeva delle sue difficoltà ma non aveva mai chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune”. In paese raccontano di un uomo solitario, al quale ogni tanto faceva visita il fratello, forse per dargli una mano. Non risultava che lavorasse. Eppure sembra avesse raccontato di aver trovato un’altra casa, ma forse era solo una piccola bugia raccontata a un vicino.

I precedenti da Sesto San Giovanni a Sarzana e Grosseto

La sua fine è tornata a sollevare il velo su un nuovo male oscuro. Suicidi come quello di Casalmoro sono avvenuti da poco a Sarzana (il 4 febbraio), a Grosseto a novembre e il mese prima a Sesto San Giovanni, dove un pensionato di 71 anni si è gettato dal sesto piano all’arrivo dell’ufficiale giudiziario. La costante è proprio questa: vedere fisicamente che l’incubo dello sfratto prende forma in un funzionario che lo esegue.

Si lancia dal sesto piano il giorno dello sfratto. Aveva chiesto una casa popolare, il sindaco: “Negli uffici non si era più visto”

Non sempre c’è rancore: a Caivano un giovane sfrattato aveva offerto il caffè alla ufficiale giudiziario, poi era andato in bagno e si era tolto la vita. Ma è successo anche che a ottobre nel Veronese due sfrattati hanno fatto saltare in aria l’abitazione uccidendo tre carabinieri. La perdita della casa è così grave da essere diventata un caso politico: sulla scia dei fatti di Casalmoro il Sunia ha invocato provvedimenti urgenti da parte del governo perché si faccia qualcosa.

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