Urbanistica, le Famiglie Sospese scrivono a Sala: “Che città vuole lasciare a chi verrà dopo di lei?”
Sit-in delle Famiglie Sospese davanti al Tribunale di Milano
Articolo: Stangata all’inchiesta urbanistica. Il Riesame respinge l’appello dei pm: "Solo supposizioni senza prove"
Articolo: Bufera urbanistica a Milano, la Procura ai supplementari: “C’è molto su cui indagare”. Un altro anno di inchiesta
Articolo: Bloccato il grattacielo alto 93 metri: lo “spettro” di una voragine davanti alla Stazione Centrale
Articolo: Pirellino, viaggio nel cantiere simbolo dell’inchiesta. Il quartiere si divide: “I grattacieli? Sono belli”. “Ma servono case popolari”
Milano, 25 febbraio 2026 – "Questa mattina Milano si è svegliata con l’ennesimo 'colpo di scena', anche se ormai la sensazione prevalente tra noi Famiglie Sospese non è lo stupore, ma quella di essere presi in giro”. Inizia così l’accorata lettera aperta che il Comitato Famiglie Sospese indirizza al sindaco di Milano, Beppe Sala. Il riferimento è agli ultimi sviluppi delle inchieste sull'urbanistica, in particolare il pronunciamento del Tribunale del Riesame, che ha respinto l’appello dei pm che avevano chiesto misure cautelari interdittive da uffici pubblici o professionali per l’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi e per il Ceo di Coima Manfredi Catella, per l’accusa di induzione indebita sul progetto del Pirellino.
Pirellino, viaggio nel cantiere simbolo dell’inchiesta. Il quartiere si divide: “I grattacieli? Sono belli”. “Ma servono case popolari”
La lettera delle Famiglie Sospese
"I giornali titolano parlando di 'altra mazzata ai pm di Milano', 'anche l’ultimo Riesame dà torto ai pm', ma ciò che ci ha davvero colpito profondamente sono le motivazioni con cui il Tribunale del Riesame ha rigettato l’appello dei pm: 'supposizioni senza prove'. Le chiediamo, Signor Sindaco, se in uno Stato di Diritto – che ha il dovere di tutelare i propri funzionari, i propri cittadini e le proprie imprese – sia tollerabile che le nostre vite vengano stravolte e messe in stand-by per delle supposizioni".
Cosa scrive il Riesame
Secondo i giudici del Riesame infatti, non emerge "in maniera sufficientemente provata" che l’allora presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni, quando diede parere favorevole al progetto del Pirellino nel 2023, "abbia agito per un interesse personale" e "neanche che abbia mai manifestato un debito di riconoscenza verso l’assessore" Giancarlo Tancredi, anche in vista della successiva riconferma come numero uno della Commissione.
In un messaggio del 21 giugno 2023 di Tancredi a Marinoni si esplicitava "l’interesse degli organi politici ad una decisione concordata con Coima, ma senza alcun riferimento - si legge nell’ordinanza - né alla nomina di Marinoni alla Commissione, né tantomeno alla successiva conferma, che sarebbe avvenuta solo a dicembre 2024, ossia un anno e mezzo dopo". Nomina che peraltro "è effettuata dal sindaco (e non dall’assessore)". Secondo il Riesame, "non è possibile dedurre da alcun elemento concreto e oggettivo che il Marinoni abbia agito per sdebitarsi o per garantirsi la nomina alla scadenza". È una "supposizione verosimile, ma priva di alcun ancoraggio a elementi estrinseci". Una cosa, scrivono ancora i giudici, è la "allarmante contiguità e familiarità tra i privati" e "i pubblici ufficiali", un’altra invece è "ricostruire, in termini di gravità indiziaria" la "subordinazione del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione al perseguimento di uno specifico indebito vantaggio".
"Quale futuro immagina per la città?”
"Le chiediamo inoltre, Signor Sindaco - prosegue la lettera aperta - quale futuro immagina per Milano? Il Suo mandato volgerà al termine, ma quale eredità intende lasciare? Una città paralizzata, con cantieri abbandonati che avrebbero dovuto rigenerare il territorio e che invece rischiano di trasformarsi in 'buchi neri', portando degrado e insicurezza? Oppure una città fiera del proprio spirito olimpico, capace di vincere le sfide del presente e proiettarsi con coraggio verso il futuro? Al di là delle appartenenze politiche, tutti noi ci auguriamo che la Sua risposta sia la seconda. Eppure - proseguono - rimane un’ultima domanda: signor Sindaco perché la proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti riguardante una nuova norma nazionale per fare chiarezza sul tema non ha ricevuto da parte Sua nessuna risposta? I governi e le amministrazioni passano, ma Milano e i milanesi restano. Che tipo di eredità vuole davvero consegnare a chi verrà dopo di Lei?".
© Riproduzione riservata
