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Paralimpiadi, dal Regno Unito parte la Fiamma: Milano attende il passaggio in Duomo

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24.02.2026

I bracieri olimpici si riaccenderanno durante le Paralimpiadi, al via dal 6 marzo

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Milano, 24 febbraio 2026 – I due bracieri olimpici, spenti domenica sera durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, torneranno ad illuminarsi in tempi assai brevi. Da oggi infatti, un’altra Fiamma, quella paralimpica, si accenderà di nuovo. La location è particolare: Stoke Mandeville, nel Regno Unito che però è autentica culla del movimento paralimpico.

Poi la fiaccola sbarcherà subito in Italia dove viaggerà per oltre 2.000 chilometri coinvolgendo 501 tedofori e animando per 10 giorni città e comunità con i flame festival fino al prossimo 6 marzo, data della cerimonia di apertura. E domani, 25 febbraio, andrà in scena l’unica tappa lombarda prevista durante il viaggio della torcia. Appuntamento previsto in pieno centro dalle 17 alle 19.30, mentre alle 18,30 partirà la staffetta urbana con i tedofori che percorreranno via Dante per raggiungere Piazza Duomo. 

La Torcia Paralimpica di Milano Cortina 2026, così come quella Olimpica, è chiamata Essential per via del design minimale che la contraddistingue. Presenta una finitura riflettente e cangiante, in una tonalità sul bronzo. Leggera e composta prevalentemente da materiali riciclati, in particolare da una lega di alluminio e ottone.

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I tedofori nel capoluogo lombardo

Ogni tedoforo percorrerà circa 50 metri, prima di cedere il testimone. Tra i nomi già annunciati quello di Paolo Cecchetto, leggenda azzurra dell’handbike il cui medagliere olimpico, ma anche mondiale ed europeo è lunghissimo. Legnanese di nascita, ma comasco d’adozione ha in bacheca due medaglie d’oro ai Giochi di Tokyo nel 2020/21 e di Rio de Janeiro nel 2016, oltre a sette titoli mondiali. Oltre a Cecchetto, porterà la fiamma anche Mariangela Volpati, storica presidente dell’Osha Como, associazione pionieristica nel campo dello sport offerto a persone con disabilità fisica e intellettiva.

"Non si possono organizzare le migliori Olimpiadi immaginabili, e così dicono che abbiamo fatto, senza organizzare anche delle grandi Paralimpiadi". L'equazione è di Giovanni Malagò, il presidente di Fondazione Milano Cortina 2026 che ha lanciato la nuova volata durante l'evento 'Passione senza limiti', alla Torre Allianz di Milano, per celebrare il ventennale della partnership tra l’azienda assicurativa e il Comitato paralimpico internazionale.

"Chiudiamo un capitolo meraviglioso per aprirne un altro che vogliamo sia altrettanto bello. È un dovere, una missione", sostiene Malagò, secondo cui "con oltre 600 atleti pronti a gareggiare tra Milano e le nostre montagne, le Paralimpiadi offriranno al pubblico storie, gesti e performance in grado di ispirare profondamente. Perché il valore dei Giochi non si misura solo nelle medaglie, ma nella capacità di trasmettere determinazione, coraggio e possibilità".

No alle politicizzazioni

Il modello è quello diffuso che bene ha figurato durante le Olimpiadi. La Ice Hockey Arena di Milano Santa Giulia ospiterà l'hockey su ghiaccio, a Cortina d'Ampezzo sono in programma le gare di sci alpino, snowboard e curling, a Tesero quelle di fondo e di biathlon.

"La nostra delegazione è particolarmente competitiva nello sci e nel fondo, ma non solo", sottolinea Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico (Cip), ricordando però che l'obiettivo principale non sono le medaglie, ma "la possibilità di portare un numero sempre maggiore di persone a fare sport". Del resto "change start with sport", "il cambiamento inizia dallo sport", è il claim dell'International Paralympic Committee guidato da Andrew Parsons che chiede di "non politicizzare le Paralimpiadi" per focalizzarsi sul loro vero significato. Quello secondo cui lo sport aiuta le persone ad acquisire fiducia in se stesse, e a trovare uno scopo nella vita, promuovendo l'inclusione e l'uguaglianza. 

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