Attacchi digitali in crescita: il mercato della cybersicurezza in Italia vale 2,78 miliardi di euro, +12% in un anno
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Milano, 26 febbraio 2026 – Le minacce cyber in Italia sono in continua crescita, con un forte aumento degli incidenti e con pesanti ripercussioni sulle aziende: secondo la ricerca dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, nel 2025 oltre un terzo delle grandi imprese italiane (il 34%) ha subito attacchi cyber che hanno comportato costi significativi di ripristino e il 3% ha avuto anche un impatto sull'operatività.
In questo scenario, il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto nel 2025 un valore di 2,78 miliardi di euro, con un aumento del 12% rispetto all'anno precedente. E sette grandi aziende su dieci prevedono un incremento del budget per il 2026. Il 57% ha inoltre introdotto una revisione strutturale dei piani di incident response per rilevare, gestire e contenere attacchi informatici.
In un mercato tecnologico europeo ancora dominato da player e soluzioni extra-Ue, si afferma il tema della sovranità digitale: il 73% delle grandi imprese italiane considera la provenienza geografica nei processi di individuazione e selezione di fornitori di cybersecurity, escludendo quelli di Paesi ritenuti non allineati o preferendo soluzioni europee, in una logica di mitigazione delle dipendenze critiche.
Nel 2025 "le minacce per la cybersecurity sono diventate sempre più sofisticate e complesse da gestire"; l'Ia "ha portato all'automazione e al potenziamento delle attività offensive e da ora in avanti sarà normale attendersi minacce cyber autonome, anche senza governo da parte dell'uomo", afferma Gabriele Faggioli, responsabile scientifico dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection, per il quale "è fondamentale costituire un quadro univoco senza ridondanze burocratiche per evitare che la cybersecurity diventi un mero esercizio di adempimento''. Per Alessandro Piva, direttore dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection, ''il mercato italiano della cybersecurity prosegue nel suo percorso di crescita costante", dice, "il 60% delle grandi imprese italiane considera il proprio budget per la sicurezza adeguato alle esigenze" ma "non è ancora tempo di parlare di consolidamento"
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