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Omicidio Sharon Verzeni, l’ultima udienza: tutti in aula, attesa la sentenza su Moussa Sangare

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25.02.2026

L'arrivo in tribunale di Moussa Sangare

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Terno d'Isola (Bergamo), 25 febbraio 2026 – È cominciata con la replica del pm Emanuele Marchisio alla memoria dell'avvocata Tiziana Bacicca, nuovo difensore di Moussa Sangare, quella che potrebbe essere l'ultima udienza nel processo in corso al Tribunale di Bergamo per l'omicidio di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate a Terno d'Isola, la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024.

Poi sarà la volta del legale della famiglia Verzeni, i cui componenti  tra i quali anche il fidanzato Sergio Ruocco sono presenti in aula come a ogni udienza, a intervenire e quindi parlerà la difesa. Le repliche si prevedono, ha detto Marchisio, “articolate” e questo potrebbe allungare i tempi dell'udienza e la conseguente camera di consiglio per la sentenza, già slittata per il cambio di avvocato da parte dell’imputato.

VIDEO – La sentenza in diretta 

Marchisio ha esordito definendo “singolari” le motivazioni contenute nella memoria difensiva. Il pm aveva chiesto per Sangare, reo confesso, che poi ha ritrattato, l'ergastolo con le aggravanti della premeditazione, della minorata difesa e dei futili motivi. Moussa Sangare è presente in aula, accanto al suo legale.

Marchisio, contestando la memoria della difesa e sul tempo del delitto, a dire della difesa non sufficiente per come è stato ricostruito, ha detto che l'aggressione è stata “velocissima e rapidissima”. “Lo racconta lui stesso - ha detto Marchisio - : la prima coltellata viene data mentre ancora era sulla bici, gli altri fendenti mentre Sharon scappava”. “Identica" la versione davanti al gip.

Ci sono altri dati inconfutabili per il pm: “Le telecamere, ci dimostrano che non c'è nessuno a quell'ora che scappa in bicicletta a 32-33 chilometri orari, c'è solo Sangare”. A proposito dei dubbi sollevati dalla difesa sull'autopsia, Marchisio ha spiegato che l'esame delle ferite sul corpo di Sharon, cinque, di cui quattro mortali, ci descrivono “tecnicamente il fatto in modo perfettamente corrispondente con quanto dice lui. E Sangare ancora non era saltato fuori”.

Il ritrovamento del Dna

E il ritrovamento sulla bicicletta del Dna di Sharon si spiega in un solo modo: Sangare ha ucciso Sharon perché non si erano mai visti né conosciuti. Marchisio ha inoltre escluso “qualsiasi tipo di contaminazione” di quel Dna come invece suggerito dalla difesa.

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