Federmanager, novità in azienda: “Donne e giovani per crescere”
Giovanni Pagnacco, Aldai-Federmanager
Per approfondire:
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Parlava di rappresentanza...
“Leviamo di mezzo il cliché dei privilegiati. Siamo ceto medio produttivo. E subiamo una tassazione pesantissima. Noi lavoriamo consolidando il dialogo con le aziende, la parte datoriale, e cresciamo in rappresentanza”.
Il panorama del lavoro in Lombardia?
“Pur con numeri superiori alla media la Lombardia non è immune da problemi. Ci sono fragilità e non siamo felici di vedere i giovani andare all’estero, dove ci sono più potenzialità e merito e retribuzione sono più alti. Qui c’è comunque meno disoccupazione, il 3,1%, e 4,5 milioni di persone impiegate. I dati li elaboriamo su base di numeri Unioncamere. Il 66% delle assunzioni va ai servizi. C’è alta specializzazione, ma anche richieste pressanti di chi cerca lavoro di bilanciamento fra vita e impiego. Trovare resta difficile: il 45% delle imprese pensa che farà fatica ad assumere, fra le piccole il dato è del 58%”.
Come se ne esce?
“La formazione: siamo forti, possiamo fare meglio. Serve il contatto con gli uffici HR, poi investire sull’housing di prossimità, l’equilibrio con la vita privata e perché l’impegno coincida con le prospettive di carriera”.
Il fronte femminile?
“Abbiamo un forte impegno della nostra organizzazione femminile, Minerva. Puntiamo alla crescita retributiva, consapevoli che se ci sono donne in un Cda la redditività cresce. Con le donne e migliorano pil e occupazione. Ma non sprechiamo l’esperienza dei senior, organizzando incontri con i giovani e per la sicurezza”.
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