Ossago Lodigiano, Airpack e i 41 lavoratori a rischio: scatta la protesta contro la chiusura
I sindacati chiedono di rivedere la decisione sulla chiusura dell'azienda
Articolo: Sindacalista aggredito alla camera del lavoro di Legnano: scatta lo sciopero dei driver Brt
Articolo: Sciopero alla Metalfer: “Gelo o afa nei reparti. E sicurezza carente”
Articolo: I dipendenti della logistica Marr scioperano per il nuovo contratto: scontri con la polizia
Articolo: La protesta dei dipendenti del Comune di Como contro il sindaco Rapinese: “A noi 99 euro in più, ai dirigenti 1.800”
Ossago Lodigiano (Lodi), 24 febbraio 2026 – Dopo l’annunciata chiusura della ditta Airpack di Ossago Lodigiano, comunicata il 16 febbraio 2026 e piombata come una doccia fredda su 41 dipendenti, tra cui un dirigente, destinati a rimanere senza lavoro, le sigle sindacali Cisl Filcem e Cgil Fenca hanno avviato la protesta.
I dipendenti della logistica Marr scioperano per il nuovo contratto: scontri con la polizia
Mantenere il polo produttivo
È stata inoltre chiesta una ricognizione tra i dipendenti, per valutare eventuali prepensionamenti, accompagnati da incentivi, al fine di ridurre gli esuberi. I sindacati hanno anche chiesto di essere coinvolti in eventuali trattative con nuovi soggetti interessati al sito produttivo, per garantire il passaggio dei lavoratori alla nuova proprietà. "Il 9 marzo attendiamo risposte dalla multinazionale – ha spiegato Priori –. Uno dei problemi principali è la difficoltà di dialogo diretto. Trattiamo con avvocati e dirigenti senza potere decisionale. È una dinamica tipica delle multinazionali. Per anni investono sul territorio, poi, quando decidono di andarsene, rendono complicata ogni trattativa”.
Anche il sindaco al presidio
Il presidio, iniziato con un’assemblea con i lavoratori, è proseguito con un confronto tra sindacati e delegati aziendali. Ha partecipato anche il sindaco di Ossago Lodigiano, Luigi Granata, che ha espresso solidarietà e vicinanza ai lavoratori ed erano presenti rappresentanti sindacali di altre fabbriche e una delegazione di metalmeccanici e di realtà chimiche del territorio. “Un segnale importante – ha sottolineato Di Benedetto – che dimostra quanto alta sia l’attenzione su una vicenda che ha destato grande preoccupazione”.
© Riproduzione riservata
