Lodi, crollato il Bar del Paesaggio: ideato dall’archistar, doveva essere un gioiello sul fiume
Crollato il Bar del Paesaggio a Lodi, era sorto nel 2009
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Il crollo del “Bar del Paesaggio” segna l’epilogo amaro di una delle vicende più controverse degli ultimi anni a Lodi. La struttura in legno, realizzata nel parco dell’Isolabella a pochi passi dall’Adda e mai entrata in funzione, è collassata sotto il peso delle ultime piogge, chiudendo una lunga stagione di polemiche e contenziosi. Il progetto era nato nel 2009, fortemente voluto dalle amministrazioni Guerini e Uggetti, con l’idea di creare un punto di ristoro immerso nel verde, in prossimità dell’attracco della motonave.
Il progetto era stato assegnato dal Broletto all’archistar Mario Cucinella. L’appalto venne assegnato nel 2012 e i lavori si conclusero nel giugno 2014, con un costo complessivo che alla fine aveva superato i 300mila euro, tra realizzazione, arredi e spese accessorie. Il bar, tuttavia, non ha mai aperto al pubblico: fin da subito emersero gravi problemi strutturali, a partire dalle infiltrazioni di acqua piovana, che portarono il gestore privato a rinunciare all’incarico.
Nel 2015 il Comune commissionò una perizia sui materiali impiegati e, l’anno successivo, avviò le procedure per l’escussione della fidejussione e per l’accertamento delle responsabilità. La vicenda approdò anche davanti alla Corte dei Conti, mentre nel 2018 una perizia tecnica del Tribunale mise nero su bianco criticità diffuse sia in fase progettuale sia esecutiva: errori nella conformazione “a nido” dell’edificio ligneo, carenze nei sistemi di gronda e impermeabilizzazione, umidità di risalita, muffe e infiltrazioni.
Nel 2019 l’allora Giunta guidata da Sara Casanova ne aveva delibrato la demolizione. "Il Bar del Paesaggio è un chiaro esempio di spreco e di cattiva gestione dei soldi pubblici – aveva dichiarato all’epoca la prima cittadina –. È inconcepibile ricostruirlo: è costato trecentomila euro, ma per rifarlo ne servirebbero altri 235mila. Non vogliamo far gravare questi costi sui cittadini". La demolizione della struttura, ampia 60 metri quadrati, era stata bloccata poi dalla pandemia. Ne era seguita anche una nuova perizia per valutare eventuali elementi recuperabili e i costi di smantellamento. La decisione si inseriva nel più ampio progetto di riqualificazione e riforestazione del parco Isolabella, legato alla convenzione con Sorgenia per la centrale di Turano-Bertonico, che prevede la creazione di un’area boscata di 50mila metri quadrati e nuovi spazi verdi per la città.
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