menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Spifferava i controlli in arrivo a una discoteca: condannato ex carabiniere. Dovrà versare 16.710 euro

11 0
yesterday

La sentenza è stata firmata da Vito Tenore, presidente della sezione giurisdizionale Lombardia della Corte dei Conti

Per approfondire:

Articolo: Il trafficante scortato dall’appuntato "Viaggi bello tranquillo, viaggi soft"Articolo: Fausto Napoletano, il poliziotto infedele che fece da palo a un furto in casa. “Sei in gamba, sei furbo”Articolo: Lecco, mazzette al poliziotto per i permessi di soggiorno: indagato il titolare dall’agenzia che gestiva le pratiche

Milano, 25 marzo 2026 – “L’immagine di una blasonata istituzione, quale l’Arma dei carabinieri, è stata offuscata in modo evidente dalla reiterata e variegata condotta illecita di un suo appartenente, tra l’altro in possesso di qualifica apicale da sottufficiale, quindi particolarmente esponenziale della legalità tra i concittadini”.

Così i giudici della Corte dei Conti hanno motivato la condanna dell’ormai ex maresciallo maggiore Paolo Calvo a risarcire al Ministero della Difesa 16.710 euro. Il doppio di quanto incassato illecitamente.

Sì, perché nel gennaio 2019 il militare, all’epoca comandante della stazione di Nerviano, fu messo ai domiciliari con l’accusa di aver preannunciato i controlli amministrativi in arrivo alla titolare della discoteca Fellini di Pogliano Milanese in cambio di soldi o “regali” (ai tempi si parlò di un cellulare, feste di compleanno e due cigni di Swarovski).

Le altre accuse

Non è finita. A Calvo fu contestato pure: di aver consultato abusivamente le banche dati delle forze dell’ordine per fornire alla stessa imprenditrice informazioni su una persona da assumere; di aver rivelato alla moglie “le frequenze radio su cui sintonizzarsi per ascoltare le conversazioni tra la centrale operativa di Legnano e le pattuglie dell’Arma presenti sul territorio, addirittura delegandole incombenze burocratiche proprie ed esclusive del suo ruolo”; di aver ricevuto da un uomo un revolver di fabbricazione artigianale, “appropriandosene e non rilasciando alla parte interessata alcun verbale o attestazione dell’avvenuto ritiro dell’arma”.

Le due condanne

Processato in abbreviato, il militare è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione nel 2021 alla pena di 4 anni, 9 mesi e 20 giorni di reclusione. Quattro anni dopo, il 30 settembre 2025, è arrivata la citazione della Procura contabile.

Il diretto interessato si è difeso sostenendo che non ci sia prova “del danno reputazionale all’Arma”; inoltre ha aggiunto di aver già versato 5.500 euro e di essere stato sanzionato con la cessazione dal servizio.

Per i giudici, che hanno ritenuto provate le condotte fuorilegge di Calvo, la cifra è stata calcolata in maniera corretta, tenuto conto della gravità dei reati, della “reiterazione e varietà” dei comportamenti e del clamore generato dalla notizia.  

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

CorruzioneGiustiziaArmiProcessoDalle città


© Il Giorno