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L’incognita Trump a Milano per la finale di hockey all’arena Santa Giulia, i centri sociali sono già sul piede di guerra: “Si sente un re ma non è benvenuto”

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19.02.2026

La foto sulle pagine social di Leoncavallo e Lambretta; a destra, la protesta anti-Ice

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Milano, 19 febbraio 2026 – L’immagine è eloquente: Donald Trump dentro un cerchio barrato, simbolo di divieto, e sotto la scritta “No Trump. No Ice. No Kings”. È quella che sta circolando sulle pagine social di centri sociali milanesi, pronti a mobilitarsi se il presidente Usa dovesse arrivare a Milano. La sua visita è un’ipotesi che potrebbe diventare realtà se la squadra statunitense di hockey su ghiaccio arriverà in finale alle Olimpiadi. La partita per il primo posto si giocherà all’Arena di Santa Giulia domenica pomeriggio. 

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«Siamo sces* in piazza contro l’Ice, contro Mark Rubio e JD Vance, torneremo in piazza contro Donald Trump”, assicurano realtà come il Leoncavallo e il Lambretta. “Un leader apertamente neofascista, che si vede più come Re che come presidente – si legge sulle rispettive pagine Facebook –, non è il benvenuto a Milano città medaglia d’oro della Resistenza. Il suo progetto razzista e violento non può trovare spazio". L’intenzione di protestare in strada qualora il presidente Usa arrivasse a Milano è stata lanciata dalla sezione milanese della rete “No Kings“, ufficializzata nell’assemblea nazionale “O Re o Libertà“ tenutasi al centro sociale Tpo di Bologna il 24 e 25 gennaio che ha riunito reti sociali, associazioni, collettivi studenteschi, sindacati, ong e attivisti: tutti insieme hanno dato vita alla piattaforma “No Kings - Contro i Re e le loro Guerre“. 

La mobilitazione a Roma 

La rete ha lanciato la mobilitazione nazionale “Together“ il 28 marzo a Roma in parallelo con la grande manifestazione di Londra contro l’estrema destra (la stessa data dell’evento principale in Usa, promosso con lo slogan «No thrones, no crowns, no kings»). Prima, però, c’è “il caso Milano“. «Per ora non c’è stata ancora nessuna conferma» che il presidente Usa arriverà a Milano per i Giochi olimpici Milano Cortina, «per cui soltanto nel momento in cui dovessimo avere la conferma si cercherà di organizzare. Anche se, grossomodo, chi è preposto all’ordine pubblico sta già lavorando come se» dovesse arrivare. Lo ha spiegato ieri il presidente della Lombardia Attilio Fontana, lasciando Palazzo Chigi dopo aver partecipato al Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alle pre-intese Governo-Regioni sull’Autonomia differenziata.

La macchina della sicurezza 

La macchina della sicurezza si è già messa in moto come se la scelta fosse già stata fatta, anche perché il valore della Nazionale statunitense e le previsioni dei bookmakers che la danno favorita per la vittoria (quasi) al pari del Canada, rendono verosimile l’arrivo del numero uno della Casa bianca nella metropoli lombarda. Due sono gli scogli da affrontare per conquistarsi la finale. Il primo, la partita contro la Svezia (disputatasi ieri sera). Il risultato potrebbe aver polverizzato l’ipotesi della visita o, al contrario, infiammato ancora di più gli animi. E, il secondo, nel caso la squadra Usa andasse avanti, la semifinale di venerdì. 

De Corato: “Propositi deliranti” 

Ma solo l’ipotesi di avere Trump all’ombra della Madonnina basta a scatenare il centrodestra. “È assurdo che anarchici, no-global e antagonisti debbano dettare legge nella città del sindaco Sala, che li ha sempre protetti e tutelati”, sottolinea il deputato di FdI Riccardo De Corato. Ancora: “Il motivo della protesta, dimenticando che proprio gli americani liberarono dal fascismo – commenta Mauro Malaguti, deputato di FdI – sarebbe che nella Milano città medaglia d’oro della Resistenza, non si potrebbe accettare un leader definito “neofascista“. Addirittura c’è chi richiama lo scempio di piazzale Loreto anche per Trump e Meloni. Deliri”.

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