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Terre d'Oltrepò in stato di insolvenza: chiesto il fallimento per la cooperativa di Broni

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18.02.2026

La cantina, a Broni, di Terre d'Oltrepò per cui è stato è chiesto il fallimento

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Broni (Pavia), 18 febbraio 2026 – Per la cooperativa Terre d’Oltrepò è stato chiesto il fallimento. Il ricorso al tribunale di Pavia a causa dello stato d’insolvenza è stato depositato dal commissario Luigi Zingone, che era stato nominato in agosto dal ministero dell’industria e del Made in Italy. Dopo 6 mesi di analisi della situazione economica, la relazione commissariale nel descrivere l’evoluzione della crisi richiama in particolare una condizione di illiquidità che ha portato al mancato pagamento del secondo acconto ai soci conferitori a saldo della vendemmia 2024.

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Tra revoche e blocchi

E non solo. “Ciò che è più grave – si legge nel documento – è la revoca da parte degli istituti di credito delle linee di accreditamento considerate essenziali per l’operatività dell’ente”. Ad aggravare la situazione nel gennaio dello scorso anno è intervenuto il blocco degli affidamenti bancari a breve termine dopo un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo conseguente al pignoramento presso terzi, poi revocato.

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Nonostante la revoca, le banche hanno ritenuto più prudente sospendere gli affidamenti, impedendo alla società di avere la liquidità per pagare fornitori e soci conferitori. Nel frattempo, la gestione dei beni della cooperativa è stata trasferita a Terre d’Oltrepò Spa. E martedì prossimo l’amministratore unico di TdO Spa Giampaolo Cocconi incontrerà gli agricoltori soci per approntare e analizzare insieme le prospettive dei conferimenti delle uve per la prossima vendemmia e i piani di sviluppo della società. Intanto i soci o ex soci della cooperativa sono sempre più preoccupati per il loro futuro.

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