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Riccardo Cremonesi, alfiere della Repubblica a 17 anni. Salvò un compagno con la manovra di Heimlich vista sul telefonino

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12.04.2026

Riccardo Cremonesi andrà a Roma il 7 maggio con mamma Monica e papà Luigi

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San Martino Siccomario (Pavia) – Il bistrattato cellulare talvolta può salvare una vita. Parafrasando un vecchio slogan pubblicitario è quello che è accaduto in una classe di una scuola superiore di Pavia dove un ragazzo si era imbattuto per caso nella manovra di Heimlich che gli era apparsa sul telefono e poco dopo l’ha messa in pratica salvando un compagno di classe che stava soffocando. Quel ragazzo è Riccardo Cremonesi, studente di 17 anni che a luglio raggiungerà la maggiore età e che il 7 maggio andrà a Roma a ritirare l’attestato d’onore di alfiere della Repubblica che viene tributato ai giovani che hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà.

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La comunicazione ufficiale è arrivata ieri, ma già giovedì la Prefettura aveva convocato Riccardo e la madre Monica Meazza per informarli del riconoscimento. “Non ce lo aspettavamo – ammette la mamma del ragazzo –, non era un atto scontato. Confesso però, che quando mi ha chiamato la Prefettura mentre Riccardo era a scuola e poi siamo stati convocati per ricevere la notizia ufficiale, ho pianto per la commozione. Un’enorme soddisfazione”.

Riccardo ricorda bene perché diventerà alfiere della Repubblica. “Il 13 dicembre 2024 ero a scuola, c’era una lezione di matematica – racconta –. Un mio compagno aveva messo in bocca una mentina quando un altro ha fatto una battuta. Ridendo, quella caramellina gli si è conficcata in gola. Ho visto il mio compagno ansimare, non respirava più. La professoressa ha provato ad aiutarlo, ma non con buoni risultati. Per caso io mi ero da poco imbattuto in un video che mostrava la manovra di Heimlich che aveva catturato la mia attenzione e l’ho messa in pratica”. Grazie a quell’intervento compiuto da Riccardo, il compagno ha ripreso a respirare tranquillamente. Ma quel gesto non è passato inosservato. I genitori del compagno salvato hanno deciso di comunicare alla Prefettura che cosa aveva fatto perché si avviassero le pratiche che hanno portato ora al conferimento dell’attestato d’onore.

Oggi Riccardo non frequenta più quella scuola. Studia grafica per la comunicazione. Nel frattempo suona la chitarra e mantiene i contatti con il compagno che ha salvato. Intanto organizza la trasferta a Roma con papà Luigi e mamma Monica per ritirare l’attestato dalle mani del presidente della Repubblica. A casa rimarranno i nonni Mario Meazza e Vincenza Tardino. “Quando ho detto ai nonni che mi avrebbero premiato, hanno pianto”, confessa Riccardo.

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