Pizza e lavoro, a Brescia il corso (gratuito) per disoccupati del pizzaiolo Ciro Di Maio: “Ora tocca a me restituire”
Ciro Di Maio, pizzaiolo napoletano che ha fatto fortuna a Brescia, tiene un corso gratuito per disoccupati che vogliono imparare il mestiere
Articolo: ‘Ode Olimpica’: il ristorante Sophia Loren celebra Milano Cortina con una pizza speciale
Articolo: Tutti vogliono fare il toelettatore professionale: i corsi di formazione fanno il sold out
Brescia, 17 febbraio 2026 – Lasciare Frattamaggiore, comune della città metropolitana di Napoli in Campania, per cercare fortuna al Nord e poi restituire opportunità a chi si trova in difficoltà. È la traiettoria personale e professionale di Ciro Di Maio, pizzaiolo e imprenditore oggi attivo a Brescia, che dopo aver costruito una carriera solida ha scelto di trasformare il proprio mestiere in uno strumento di inclusione sociale. Il lavoro, una volta conquista individuale, diventa così leva per permettere ad altri di ricominciare.
Il corso professionale per pizzaioli
L’iniziativa prende forma attraverso un corso professionale per pizzaioli rivolto a persone disoccupate, promosso in collaborazione con Politiche del Lavoro Srl e finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del programma GOL, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori. L’obiettivo non è soltanto insegnare un mestiere, ma offrire competenze immediatamente spendibili nel mercato della ristorazione, restituendo dignità e autonomia economica. “Un progetto che unisce formazione, dignità e inclusione, usando l’arte bianca come leva per rimettere in moto vite fragili”, spiega Di Maio.
“La pizza? Strumento di emancipazione”
Il nome del locale, San Ciro, richiama quello dei nonni, figure centrali nella sua storia personale. L’attività, oggi punto di riferimento per la cucina napoletana in città, impiega numerosi collaboratori e rappresenta il fulcro da cui nasce l’impegno formativo.
Secondo Di Maio la pizza è molto più di un prodotto gastronomico: è un linguaggio universale capace di creare connessioni tra culture, generazioni e percorsi di vita diversi. “Io sono partito da zero e se ce l’ho fatta è perché qualcuno mi ha dato fiducia. Ora tocca a me restituire”, afferma, sintetizzando la filosofia che guida il progetto. “Adesso guardo oltre il mio locale: la pizza può diventare uno strumento di emancipazione, capace di rimettere in moto vite rimaste ferme troppo a lungo”.
Corso per pizzaiolo: dal 23 febbraio al 13 marzo 2026
Il corso, in programma a Brescia dal 23 febbraio al 13 marzo 2026 per un totale di 76 ore, sarà organizzato da Politiche del Lavoro Srl con il supporto operativo della pizzeria. L’ente promotore, accreditato da Regione Lombardia e attivo da anni nei servizi per l’occupazione con sedi a Brescia, Bergamo e Milano, sottolinea come la scelta di puntare su un mestiere tradizionale risponda alla necessità di creare opportunità concrete e immediate. Al termine del percorso verranno rilasciati l’attestato di competenza di pizzaiolo e la certificazione HACCP, requisiti fondamentali per l’inserimento regolare nel settore.
Il valore del progetto, tuttavia, non si esaurisce nella formazione tecnica. Da tempo Di Maio affianca immigrati e persone senza lavoro accompagnandoli in un percorso di crescita professionale attraverso la pratica quotidiana, l’osservazione e la condivisione di un sapere artigianale costruito negli anni. Quando necessario, l’imprenditore fornisce anche supporto nell’orientamento burocratico, aiutando chi si trova in difficoltà con documenti e procedure amministrative.
Interventi in contesti fragili
Numerosi sono anche gli interventi in contesti fragili. Di Maio ha svolto attività formative nel carcere bresciano di Canton Mombello e in passato ha promosso iniziative nel Rione Sanità di Napoli, quartiere che richiama il contesto sociale in cui è cresciuto. Il suo impegno si fonda sull’idea che il lavoro possa diventare strumento di reinserimento e prevenzione del disagio, soprattutto tra i giovani.
La storia personale contribuisce a spiegare questa scelta. Nato nel 1990, Di Maio ha iniziato a lavorare giovanissimo, a soli 14 anni. Dopo l’iscrizione all’istituto alberghiero, abbandonato a 18 anni per dedicarsi completamente al lavoro, nel 2015 si trasferisce in Lombardia dove trova impiego come pizzaiolo in una grande catena. In seguito diventa socio della pizzeria e infine titolare unico, dando vita al progetto imprenditoriale che oggi impiega una quindicina di persone.
La tradizione napoletana a Brescia
Il locale, situato in via Sorbanella nei pressi del multisala Oz, è noto per la fedeltà alla tradizione napoletana e per l’utilizzo di ingredienti certificati, tra cui olio extravergine Dop, mozzarella di bufala campana Dop, pomodorino del Piennolo e altri prodotti tipici. Particolare attenzione viene dedicata all’impasto, calibrato quotidianamente in base all’umidità e alle condizioni ambientali. Accanto alla pizza verace, il menù propone anche specialità come il battilocchio, impasto fritto servito caldo avvolto in carta paglia, espressione della cucina popolare campana.
© Riproduzione riservata
