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Libreria Hoepli in crisi: cda spaccato e dipendenti in agitazione. Cosa succederà alla storica casa editrice di Milano?

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27.02.2026

La storica libreria internazionale Hoepli nel cuore di Milano

Per approfondire:

Articolo: Crisi Hoepli, nessuno spiraglio dopo l’incontro sindacaleArticolo: La crisi della Hoepli dopo 150 anni di storia: "Salviamo un simbolo"Articolo: Lavoro, un anno di vertenze a Milano e in Lombardia nel bilancio della Cgil: dalle neomamme licenziate agli stipendi fantasma

Tra gli scaffali della Hoepli lavorano librai specializzati. Competenze tecniche, per poter orientare chi entra nella Libreria Internazionale, in pieno centro a Milano, verso il manuale più aggiornato, il volume più azzeccato. Fotografia, meccanica, libri scolastici e universitari, storia dell’arte, saggistica, narrativa. Ognuno ha il suo compito, da sempre. C’è chi sta dietro queste vetrine da 32 anni. In tutto, i lavoratori e le lavoratrici della casa editrice fondata da Ulrico Hoepli alla fine dell’Ottocento sono 89. La maggioranza sui cinquant’anni.

Clima di incertezza

Da quando si sono rincorse le notizie sulla liquidazione dell’attività, queste persone non hanno ancora avuto comunicazioni chiare da parte dell’azienda. L’attesa era tutta per la riunione del consiglio di amministrazione in calendario lo scorso 25 febbraio. Ma dai soci (la quota di maggioranza fa capo a Ulrico Carlo Hoepli e ai suoi tre figli Giovanni, Matteo e Barbara, mentre una minoranza appartiene a Giovanni Nava, uno dei due figli di Bianca Hoepli) non è arrivata nessuna informazione. Una situazione che sembra sempre più preludio alla proclamazione dello stato d’agitazione.

Fiato sospeso per 89 lavoratrici e lavoratori di Hoepli

"Emoraggia strutturale”

Nessuno spiraglio pare aver lasciato nemmeno l’ultimo incontro sindacale tra la proprietà e i dipendenti, che si è tenuto il 18 febbraio: nessun accordo è stato infatti raggiunto sulla cassa integrazione che l’azienda aveva proposto ai lavoratori. Le parti sociali hanno ritenuto necessario attendere per comprendere quali siano le reali prospettive industriali e occupazionali. Durante l’incontro, la proprietà ha parlato di un’emorragia strutturale, dovuta al mercato dell’editoria, con le librerie fisiche che si trovano travolte da una lotta impari con grandi rivenditori digitali.

La mobilitazione delle sigle sindacali

Nel frattempo, le Segreterie Territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, unitamente alla RSU, hanno diramato un comunicato per esprimere “profonda preoccupazione per il futuro della storica casa editrice e libreria Hoepli. A seguito delle assemblee tenutesi in data 25 febbraio 2026, le lavoratrici e i lavoratori hanno confermato lo stato di mobilitazione permanente. La situazione è critica: l’ombra della liquidazione volontaria minaccia ora concretamente uno dei simboli dell’editoria italiana e l’occupazione di circa 90 famiglie”. “L'azienda non ha escluso alcuna opzione – si legge nella nota – ammettendo di fatto che la liquidazione è un'ipotesi concreta sul tavolo della famiglia proprietaria. È inaccettabile che una disputa interna alla governance o una visione puramente speculativa mettano a rischio un patrimonio culturale di inestimabile valore. "Non accetteremo che logiche di spartizione ereditaria o interessi immobiliari cancellino decenni di storia professionale e culturale". L’unico segnale positivo arriva alla istituzioni con l'audizione in Regione convocata per i prossimi giorni.  

I dati contrastanti

Dall’ultimo bilancio, le perdite si attestavano a un milione di euro, mentre i ricavi flettevano del 8,5%, a fronte di 11,38 milioni di patrimonio netto. Una situazione economica che non giustificherebbe di per sé il percorso di liquidazione che la società sembra aver intrapreso. Tra i rami della famiglia, piuttosto, sembrerebbero palesarsi molte spaccature sul destino del marchio. In passato erano già fallite trattative con Mondadori, che voleva acquistare il 100% della società ma che è stata ostacolata da Nava, che non era disposto a cedere la quota, e Feltrinelli.

La sede e la libreria si trovano nella via del centro di Milano dedicata all’editore Ulrico Hoepli

Il fondo internazionale e la petizione

Sarebbero intanto in corso trattative con un fondo internazionale per la cessione del catalogo scolastico, che vanta una quota di mercato del 5% ed è quello più redditizio. Mentre il destino della casa editrice è appeso a un filo e Milano rischia di perdere un altro pezzo di storia, inizia a circolare una petizione sulla piattaforma Change.org. «Hoepli non è solo un negozio, è un pezzo vitale della storia e dell’anima della città. In un’era in cui il digitale e la globalizzazione minacciano i nostri punti di riferimento culturali locali, è imperativo che ci impegniamo a proteggere questo patrimonio», si legge nel testo che si appella al Comune, nella speranza che questo possa concedere a Hoepli lo status di “bottega storica”.   

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