Da Milano a Teheran, l’angoscia del ct della Nazionale di pallavolo Roberto Piazza: “La situazione è pesante, gli attacchi sono intensi”
Roberto Piazza è il tecnico della Nazionale maschile dell’Iran fino ai Giochi di Los Angeles nel 2028 e coach dell’Allianz Milano
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Attacchi a Karaj (Iran), Beirut (LIbano) e Teheran
Per quattro anni, fino ai Giochi di Los Angeles 2028, è il commissario tecnico della squadra iraniana. Da quando è arrivato, è riuscito a sfiorare pure le semifinali del Mondiale 2025 e si è recato più volte a Teheran. Un’avventura che va oltre i confini agonistici e che si scontra con ragioni politiche e culturali. Il modello italiano da sempre è considerato un’eccellenza e non a caso, per anni, anche la trentina Alessandra Campedelli ha allenato la formazione femminile e ha manifestato, sui social, la preoccupazione per non riuscire a mettersi in contatto con le sue ragazze.
Il complesso sportivo Ba'Sat a Teheran distrutto dalle bombe americane e israeliane
Stato d’animo condiviso pure dal tecnico che, nei giorni scorsi, ha mandato un messaggio ad alcuni dei suoi collaboratori e per poi non avere più notizie. La situazione è in evoluzione e pensare al prossimo torneo itinerante per nazioni, ovvero la Volleyball Nations League, sembra quasi utopico. Non solo, i continui bombardamenti nella zona medio-orientale potrebbero avere conseguenze anche sulla Cev Challenge Cup, trofeo in cui è impegnata Milano: nella serata di mercoledì, nel capoluogo lombardo, la sua squadra si è imposta contro i turchi dell’Altekma Sk Izmir con cui è previsto il ritorno il 12 marzo con tante incognite.
Una nuova ondata di attacchi ha messo in ginocchio Teheran
Dovrete andare in Turchia: c’è un po’ di preoccupazione?
"Per il momento bisogna preoccuparsi di pallavolo. Potrebbe sembrare egoistico quello che sto dicendo, ma credo che nessuno meglio di me sappia cosa può capitare, quindi è meglio pensare al campo. Di certo, non c’è un bel clima e non parlo di sport. Per il ritorno abbiamo bisogno di tutta la squadra e prima c’è una partita importante domenica a Verona (per gara uno dei playoff scudetto, ndr)”.
Ha notizie dall’Iran?
“Sono riuscito proprio mercoledì a sentire il braccio destro del presidente della Federazione. Stanno bombardando in maniera pesante. Attualmente non so altro, questo è quanto posso dire”.
Una situazione simile era successa anche la scorsa estate: durante il torneo della VNL, nel match contro l’Ucraina, eravate stati informati di alcuni attacchi subiti.
“Sì, con la differenza che eravamo lontano e ci trovavamo per il torneo in Brasile. In quell’occasione molti giocatori erano via, mentre questa volta molti sono ancora lì e non riescono a mettersi in contatto con le loro famiglie. La persona con cui sono riuscito a parlare mi ha contattato solo perché è arrivato al confine con la Turchia in maniera rocambolesca, non è una bella situazione”.
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