Nel Belmondo di Stefania: "Quegli ori nati in cortile"
Stefania Belmondo esulta dopo l'indimenticabile oro a Salt Lake City 2002
"Lo pensavo l’altro giorno, salendo in seggiovia".
Cosa?
"Che sono nata il 13 gennaio come Marco Pantani".
Stefania Belmondo sta dicendo che sotto il segno del Capricorno nascono i vincenti? "Questo non lo so, ma io sin da piccola non potevo stare ferma. Pure il medico, appena nata, mi prese per le gambette e disse: ’Con queste gambe la bambina andrà lontano’".
Dieci medaglie olimpiche praticamente scritte nella genetica. Ma da dove parte tutto? "Da quel piccolo paio di sci rossi in legno che mio padre, falegname per passione, mi aveva costruito. Passavo pomeriggi interi nella neve, su un tracciato disegnato attorno a casa. Poi il gioco da cortile è diventato molto di più, con le gare, bellissime, anche se non vincevo. Poi dai 14 anni ecco i primi successi..."
Fino a 10, il numero perfetto, quali delle medaglie vinte in carriera le stanno più a cuore? "I due ori a dieci anni di distanza (1992 e 2002). Indimenticabile Albertville perché era il primo di una donna italiana nella disciplina ai Giochi, mentre dieci anni dopo mi ritrovai........
