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Lidia Macchi, una vita strappata al futuro: la lettera della sorella nel giorno del 60° compleanno

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28.02.2026

Lidia Macchi e la lettera della sorella Stefania

Per approfondire:

Articolo: Il mistero di Lidia Macchi e la battaglia legale sul risarcimento a Stefano Binda: quanto “costano” i 1.286 giorni in carcere?Articolo: Stefano Binda e l’indennizzo tagliato: “Stato bottegaio, tira sul prezzo. E Lidia Macchi ancora non ha giustizia”Articolo: Stefano Binda, risarcimento a rischio. Per la Cassazione le risposte confuse favorirono i dubbi (e la sentenza sfavorevole)

Varese, 28 febbraio 2026 – Una sorella scrive alla sorella che non c’è più per il compleanno. Stefania scrive a Lidia. Dolore, rimpianto, amore. Lidia Macchi avrebbe sessant’anni oggi se la sua vita ricca di promesse non fosse stata lacerata da 29 coltellate la sera del 5 gennaio 1987.

Lidia non ha ancora 21 anni, li compirà il 28 febbraio. Vive a Varese, a Casbeno, coi genitori, Giorgio e Paola, e due fratelli, Stefania di diciotto anni, Alberto di dieci mesi. Al secondo anno di Giurisprudenza alla Cattolica, è capo scout, militante di Comunione e liberazione, in corrispondenza epistolare con il fondatore don Giussani.

L’ultimo giorno

La vigilia dell’Epifania del 1987 è un lunedì piovoso. Lidia esce con la Panda verde di papà per una visita all’amica Paola Bonari all’ospedale di Cittiglio. Il suo corpo martoriato, coperto con un cartone, è ritrovato il 7 gennaio su una collinetta chiamata Sass Pinì. Indagini difficili.

Stefano Binda in aula a Milano al momento della lettura della sentenza

Sospetti. Inchieste aperte e richiuse. Distrutti o smarriti reperti che oggi avrebbero forse potuto ‘’parlare’’. Le aule di un tribunale si sono aperte solo per Stefano Binda, alla fine pienamente scagionato. Il tempo continua a proteggere il responsabile.

Ha detto Paola Macchi: “Mi chiedo se l’assassino ha una mamma e se sa che suo figlio ha ucciso Lidia. Non vorrei mai essere la mamma di un assassino. Però prego anche per lui e piango”.

La lettera 

"Ciao Lidia, buon compleanno! Quest’anno sarebbero sessanta. Quanti compleanni sono passati senza poterli festeggiare; mi è venuto in mente che Alberto non ha mai festeggiato un compleanno con te. Per i 20 non era ancora nato (mancavano 15 giorni) e per i 21 eri già morta. Una sorella che non ha mai conosciuto, se non attraverso i nostri racconti, le foto e i tuoi scritti.

Spesso mi capita di pensare a come sarebbe potuta essere la tua vita: saresti diventata magistrato come sognavi? Ti saresti sposata? Avresti avuto dei figli? E a come sarebbe stata la mia e a quella della nostra famiglia con la tua compagnia. Non abbiamo avuto una vita facile, ma ci sono state concesse anche molte gioie, sempre certi della tua presenza.

Ci siamo sempre sentiti accompagnati e sostenuti anche in tante situazioni che avremmo voluto andassero diversamente. Oggi mi piace pensare che stai festeggiando in cielo con Dio per te così importante, insieme al papà, agli zii e cugini che già ti hanno raggiunto, ma anche insieme a tanti nostri amici che ti hanno conosciuta solo attraverso i nostri racconti e ora, finalmente, ti hanno incontrata, come la mia amica Cristina.

Ma alla tua festa non possono sicuramente mancare anche i tuoi “compagni inseparabili”, come li definivi tu, Dante, Leopardi, Van Gogh, Dostoevskij… L’augurio che ci hai lasciato è che dentro le fatiche e il dolore “la vita è mare, cielo, monti e pianure, volti umani, stelle e vento e noi siamo fatti per questo Infinito che c’è. Basta solo guardarsi in giro, guardare lassù tra le foglie e notare che c’è un pezzettino di cielo blu, blu e uscire a vederlo tutto”. (dalla lettera all’amica Mara) Grazie e Buon compleanno Lidia!

Tua sorella Stefania

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