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Anziani morti nella Rsa di Bergamo durante il Covid: nessuna negligenza, inchiesta archiviata

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17.03.2026

Bergamo e il ricordo-shock: i camion dell'esercito con le bare delle vittime da Covid

Per approfondire:

Articolo: Bergamo, morti di Covid: "Ecco documenti e testimonianze"Articolo: Inchiesta Covid, la Procura di Brescia trasmette gli atti al Tribunale dei Ministri

Bergamo, 17 marzo 2026 – Era un fascicolo, a carico di ignoti, aperto dopo la presentazione delle denunce da parte di 32 parenti di alcuni anziani morti in Rsa durante la prima ondata Covid.

Il virus killer

Il virus killer nella Bergamasca, occorre ricordarlo, aveva lasciato il segno. Domani sono già sei anni da quel marzo del 2020 che cambiò per sempre la storia della città. Bergamo e provincia sono state le zone più duramente colpite dalla pandemia in tutta Europa, con un incremento di vittime del 61,9 per cento rispetto alla media dei quattro anni precedenti.

Una delle tante celebrazioni per l'anniversario dei morti per il Covid

Tornando al fascicolo, quattro dei parenti di quei famigliari avevano deciso di opporsi all’archiviazione avanzata dalla Procura. Un legale che assiste i parenti di una delle vittime, aveva chiesto una integrazione delle indagini con audizione di alcune persone informate sui fatti. Ora è arrivata la decisione del gip Purita che ha disposto l’archiviazione ordinando la restituzione degli atti al pm.

Le motivazioni del giudice

Entrando nel merito della decisione, il giudice scrive che “non siano ravvisabili, sul piano causale, per nessuna delle posizioni oggetto della richiesta di archiviazione (anche quelle non opponenti), i reati di omicidio colposo (né di lesioni colpose), alla luce delle condivisibili considerazioni dei consulenti tecnici del pubblico ministero, che hanno escluso profili di negligenza nei trattamenti terapeutici predisposti dai sanitari, inserendo le condotte nel peculiare contesto di condizioni fisiche delle persone offese (tutte già di per sé particolarmente fragili) e ambientali (il quadro pandemico generalizzato e la saturazione delle strutture ospedaliere) che ha drammaticamente caratterizzato tutte le vicende in esame”.

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