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Quella volta che il Comune di Monza rifiutò di prendere un Leonardo da Vinci temendo una truffa

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05.04.2026

Il deposito dei Musei Civici

Per approfondire:

Articolo: L’Ultima cena prende vita. Rievocazione nella stanza scelta da Leonardo Da VinciArticolo: La querelle Leonardo3. Il Comune vince ancora. No ai totem del museo: "Solo il desk in entrata"Articolo: Museo Leonardo in Galleria, tutto congelato fino a luglio: contesa legale con il Comune (e Duomo 21) sugli spazi per l’accoglienzaArticolo: La città di Fiorenzo Galli: "Viviamo un neomedioevo. Ma io resto un ottimista"

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Monza – Un misterioso dipinto di Leonardo da Vinci. Un’opera che sarebbe potuta essere acquistata dal Comune di Monza assicurando fama e gloria. Oppure una topica sventata in extremis. Raccontano anche questo le carte ingiallite custodite nell’archivio storico di Monza. Primi anni Sessanta del secolo scorso. In Municipio a Monza arriva una curiosa offerta. Ad avanzarla, un commercialista milanese che sostiene di avere per le mani un dipinto di enorme valore e di volerlo offrire a un ente pubblico come il Comune di Monza motivato - assicura - dall’intenzione di sottrarlo a speculatori e acquirenti stranieri. A ricevere la lettera direttamente nel suo ufficio, il 4 luglio 1962, l’allora sindaco Giovanni Centemero.

L’occasione 

Un’occasione ghiotta, quella di mettere le mani a un prezzo ragionevole su un “Leonardo“ ritrovato miracolosamente, che avrebbe potuto impreziosire un giorno "i già ricchi musei e pinacoteche esistenti" a Monza (così assicura la missiva), garantendo l’immortalità ai compratori. Il dipinto in questione era una pala d’altare, già ribattezzata la........

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