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Monza, l’adesione al Cude che c’è ma non si vede. E per i disabili il disguido diventa ingiustizia

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04.03.2026

Un controllo della polizia locale sui vecchi contrassegni per disabili

Per approfondire:

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Monza – La situazione è surreale. E profondamente ingiusta. “Sono andato a Milano diretto a un teatro transitando dall’area C e dalle zone a traffico limitato con la massima tranquillità. Sono un cittadino disabile e la legge me lo consente. Il problema è sorto quando ho scoperto che il Comune di Monza non è riconosciuto al Cude, il Contrassegno unificato disabili europeo. Uno strumento che consente ai disabili di potersi muovere senza ostacoli, senza doversi registrare di volta in volta in tutti i singoli Comuni in cui si trova a entrare”.

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L’anomalia burocratica

La disavventura, segnalataci da un lettore, non è a prima volta che accade. Un’anomalia burocratica rischia di trasformarsi in una trappola per tanti cittadini. Ne avevamo scritto proprio su Il Giorno lo scorso maggio, ma allora l’assessorato alla Mobilità aveva fatto sapere che il problema era vicino alla risoluzione. Non è così. Il Comune, infatti, sostiene di essere regolarmente iscritto alla piattaforma nazionale Cude, ma nella pratica continua a non esserlo. Un equivoco pericoloso che può generare sanzioni ingiuste a chi si sposta da Monza verso altri Comuni aderenti.

L’a disavventura di Gianni Romano

È quanto era accaduto a Gianni Romano, sindacalista e cittadino monzese, che ha ricevuto a casa un verbale dopo essersi recato a Milano – Comune regolarmente iscritto al Cude – convinto che anche Monza fosse parte del sistema. “Monza in modo ingannevole risulta iscritta alla piattaforma, come Milano, Cinisello, Lissone, Seregno, che però lo sono realmente. In questo modo il cittadino pensa non sia necessario fare la domanda prima o la segnalazione dopo, e invece la dovrebbe fare”, aveva denunciato Romano. Il rischio, aggiunge, vale anche per i cittadini di altri Comuni aderenti che entrano a Monza: credono che valga la reciprocità, ma così non è.

La piattaforma Cude

La piattaforma Cude, istituita con decreto del ministero delle Infrastrutture nel luglio 2021, era nata proprio per eliminare queste incombenze. Alcuni Comuni brianzoli hanno già completato l’adesione. Lissone è stata tra i primi 20 a partecipare alla fase sperimentale ed è operativa dal 2022. Giussano è entrata a novembre 2023, Seregno a luglio 2024. Manca ancora Monza, appunto. L’assessora alla Mobilità, Irene Zappalà, aveva assicurato: “La registrazione del Comune è stata attivata, stiamo facendo delle prove per verificarne il corretto funzionamento. Non è ancora valida per i cittadini, ma siamo in dirittura d’arrivo”. Era lo scorso maggio.

E nel frattempo? “Abbiamo due software diversi, uno della polizia locale e uno di Monza Mobilità – spiega l’assessora – Entrambi non vengono però letti dalla piattaforma del Ministero”. E dunque? “Abbiamo scritto al Ministero per chiederne conto ma non ci ha mai risposto”. Basterebbe acquistare quello giusto, ma il Comune ha scelto di attendere una risposta da Roma. Nel frattempo, i cittadini monzesi rischiano la multa e pure quelli di altri Comuni che entrino in città convinti di essere in regola.

La soluzione per ora non c’è. O ci si imbarca in un ricorso dall’esito incerto. Oppure provare con l’autotutela. Compilando il modulo di richiesta archiviazione del Comune in cui si è presa la contravvenzione. Ma anche qui il margine di incertezza col rischio di trovarsi a pagare una multa maggiorata, è concreto. Ancora l’assessora Zappalà prova a dare una speranza: “Siamo tornati alla carica con il Mit, forse si apre uno spiraglio: ci stiamo provando...”.

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