Le inchieste non fermano l’edilizia a Milano: nel 2025 profitti top per i costruttori e record di assunzioni
MILANO ARCHIVIO Domani la ratifica della candidatura GIOCHI OLIMPICI OLIMPIADI INVERNALI - PANORAMICHE E VEDUTE CITTA CON NEVE SKYLINE PORTA NUOVA GRATTACIELI FOTO/NEWPRESS
Per approfondire:
Articolo: Papiniano, colpo di scena e nuovo sequestro dell’edificio di 10 piani: ecco perché il Riesame dà ragione ai pm. “I costruttori? Non sono in buona fede”Articolo: Urbanistica, non solo inchieste: il Comune alle prese con 70 ricorsi contro le nuove norme (più restrittive)Articolo: Urbanistica e l’incognita fiscale, il fronte dei bonus ristrutturazioni: “Potrebbero chiederli indietro”Milano, 17 marzo 2026 – Su un piatto della bilancia ci sono cantieri bloccati e, soprattutto, la fine della “bolla“ generata dal superbonus. Sull’altro piatto, invece, l’effetto propulsivo dei lavori legati al Pnrr e anche alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, oltre ai tanti progetti per nuove costruzioni o ristrutturazioni che continuano a correre.
Il risultato, analizzando i dati sull’occupazione nel settore delle costruzioni a Milano e hinterland, non è un tracollo ma piuttosto una tenuta. Il saldo dei rapporti di lavoro - dato dalla differenza tra contratti cessati e nuovi contratti che si attivano - resta positivo nonostante una caduta nel 2024 seguita da una salita e un assestamento nel 2025.
A Milano restano bloccati diversi cantieri per effetto della paralisi negli uffici comunali
L’occupazione del settore
Il punto più basso a novembre 2024, quando al netto dei contratti cessati si sono creati 943 nuovi posti di lavoro nell’edilizia. A ottobre del 2023, picco massimo, i nuovi posti erano stati ben 9.023. A dicembre 2025 se ne sono registrati 4.745.
“Sicuramente ha giocato un ruolo la fine del superbonus – spiega Livio Lo Verso, coordinatore dell’Osservatorio mercato del lavoro della Città metropolitana – che negli anni precedenti aveva “drogato“ il mercato. Questo si riflette anche nel venire meno di certe posizioni più legate alle pratiche amministrative, perché per la gestione dei bonus erano aumentate anche le incombenze “d’ufficio“ per le imprese edili. Nel 2025 osserviamo una crescita e un assestamento dell’occupazione”.
Approfondisci:
Urbanistica, le Famiglie Sospese scrivono a Sala: “Che città vuole lasciare a chi verrà dopo di lei?”
Il sindacato
Riccardo Piacentini, segretario generale milanese della Fillea Cgil, il sindacato dei lavoratori dell’edilizia, mette in evidenza un dato. “Nel 2025 la massa salari milanese ha toccato il livello più alto di sempre – sottolinea – arrivando a quasi 900 milioni di euro”. La massa salari, calcolata attraverso i contributi versati alla cassa edile, è uno degli indicatori principali sullo stato di salute del settore.
“Sicuramente le inchieste sui presunti abusi edilizi, guardando i dati e andando al di là del piagnisteo di alcuni costruttori, non hanno provocato un tracollo occupazionale nel settore – prosegue Piacentini – che invece continua a correre, reggendo anche ai contraccolpi dovuti alla fine del superbonus, che ha portato anche evidenti problemi legati a legalità e sicurezza sul lavoro. Le imprese continuano a macinare profitti, e auspichiamo che il nuovo contratto integrativo milanese, su cui stiamo discutendo, sia l’occasione per distribuirli anche ai lavoratori”.
I timori
Una crisi che, invece, potrebbe arrivare quest’anno, legata a fattori come la fine del Pnrr ma anche al nuovo aumento dei costi dell’energia innescato dal conflitto in Medio Oriente. “L’anno scorso la cassa integrazione nell’edilizia è calata del 22,2% rispetto all’anno precedente – sottolinea Salvatore Monteduro, segretario della Uil Lombardia – mentre l’aumento più consistente si è registrato in altri settori come l’industria. Siamo preoccupati per quest’anno, perché la crisi finora scongiurata potrebbe esplodere. Gli investimenti su un piano casa potrebbero portare benefici a questo settore”.
Strategie per il futuro
Segnali “preoccupanti” letti anche da Alem Gracic, segretario generale della Filca Cisl Lombardia, che domani si confronterà con Paolo Valassi di Ance e con l’assessore regionale alla Casa Paolo Franco in un convegno per delineare “strategie condivise per il futuro del settore edile” organizzato dal sindacato.
“Per risolvere il problema casa servirebbero tanti piccoli “piani Fanfani“ – spiega – con la collaborazione fra pubblico e privato, individuando aree dismesse con potenziale di rigenerazione. Così si darebbe una risposta anche a lavoratori messi in crisi da un costo della casa arrivato a livelli insostenibili”.
WhatsAppFacebookXPrint
© Riproduzione riservata
Tag dell'articolo
Superbonus 110EdiliziaOlimpiadiOlimpiadiCISL Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori