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Dall’Ucraina all’Italia, le due incredibili vite di Andrii: “Ucciso dalla leucemia, vive il ricordo. In un libro il suo ultimo desiderio”

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Andrii, ucciso dalla leucemia a 35 anni, con Olivia Crosio

Per approfondire:

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Prima di morire dopo aver lottato a lungo contro una gravissima forma di leucemia, Andrii Rosliuk, fuggito dalla guerra e accolto a Milano, ha lasciato un ultimo messaggio alla madre, Natalia: "Bisognerebbe scrivere un libro sulle mie due vite, quella in Ucraina e quella in Italia. Comunque andrà a finire sarà stato bellissimo". Un progetto che ora si è realizzato, grazie all’impegno di Olivia Crosio, scrittrice e volontaria dell’Opera Cardinal Ferrari che ha messo nero su bianco “Le due vite di Andrii Rosliuk” in un libro edito da Arkadia Editore che verrà presentato questa mattina in via Boeri 3, nel centro di accoglienza nato nel 1921 e presieduto da Luciano Gualzetti.

Olivia, come ha conosciuto Andrii?

"Lui era in cura in Ucraina, a Dnipro, e doveva iniziare la chemioterapia. Quando la Russia ha invaso l’Ucraina Andrii e la madre sono fuggiti e, attraverso i canali di accoglienza per persone affette da gravi malattie, sono arrivati a Milano. È stato preso in carico dal Niguarda, e l’Opera Cardinal Ferrari ha offerto un alloggio. Li ho conosciuti lì, perché faccio volontariato nella mensa per persone senza fissa dimora. Andrii era un genio dell’informatica e ha sempre continuato a lavorare a distanza anche nei periodi più duri, percependo uno stipendio regolare. Sua madre, Natalia, prima dell’indipendenza dell’Ucraina lavorava per l’agenzia spaziale. Poi ha cambiato impiego, da anni insegna matematica alle scuole superiori. Due persone simpaticissime e speciali. Lui parlava un perfetto inglese, lei riusciva a farsi comprendere, comunicando con il cuore. Natalia ama cucinare, e all’Opera Cardinal Ferrari dava anche una mano in cucina. Andrii ci aiutava facendo da interprete con senzatetto provenienti dal suo Paese".

Quando si è verificato il peggioramento della malattia?

"Andrii ha fatto il trapianto di midollo al Niguarda, a lungo è stato in isolamento ma il suo corpo sembrava aver reagito bene. Dopo circa un anno ha avuto una gravissima crisi e la situazione è degenerata rapidamente. È morto il 5 gennaio 2024, aveva solo 35 anni. Il giorno del funerale ho parlato con sua madre e abbiamo deciso di portare avanti le sue ultime volontà, il progetto di scrivere un libro sulle sue due vite, quella italiana e quella ucraina".

Che cosa ha scoperto, su queste due vite?

"Ho ascoltato i racconti di Natalia, che ha aperto il suo cuore. Poi, siccome Andrii avrebbe voluto una storia allegra e non triste, ho raccolto i pensieri dei suoi amici più intimi, chiedendo loro di raccontare un episodio, un particolare momento rimasto impresso, una sfaccettatura del suo carattere. Amici che, anche a causa della guerra, sono sparsi per il mondo. Ho ricevuto pensieri dagli Stati Uniti, dalla Spagna, dal Kazakistan e ovviamente dall’Ucraina. Ho scoperto che in passato aveva suonato in una band rock-metal, ho raccolto la testimonianza bellissima e toccante di una ragazza".

Come ha funzionato l’accoglienza a Milano delle persone fuggite dalla guerra?

"Milano ha dimostrato una grande preparazione e una grande capacità di accoglienza. Ricordo che in quel periodo all’Opera Cardinal Ferrari è stata accolta una mamma con una bambina, anche lei bisognosa di cure mediche. Gli ospedali si sono attivati, si è attivata una rete e ognuno ha fatto la sua parte".

Il libro è anche un messaggio contro la follia della guerra, visto quello che sta accadendo a Gaza, in Iran e in altre parti del mondo.

"Andrii e Natalia facevano una vita normalissima a Dnipro, come noi a Milano. Da un giorno all’altro si sono trovati in mezzo a un conflitto che ha cambiato per sempre la loro vita e li ha costretti a fuggire. Adesso Natalia è tornata a Dnipro, dove vive anche il suo secondo figlio, ma la guerra non è finita. Non bisogna pensare che le guerre siano lontane, che accadano sempre ad altri. Quando scoppiano è difficile tornare indietro. Lasciano uno strascico di morte e sofferenza. Tornando al libro, ho un desiderio che mi piacerebbe realizzare".

Quale?

"Trovare un editore che possa tradurlo in ucraino e pubblicarlo. Così anche Natalia potrebbe leggerlo, nella sua lingua".

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