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Chi è Giovanni Urso, il pr del Fatturage al Pineta: la scalata (anche social) alla movida e il codice del super privé vietato ai ‘plebei’

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23.04.2026

Gio Urso alias Fatturage

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Milano, 23 aprile 2026 – Il "super privé" della discoteca Pineta era considerato un "locale nel locale" per Deborah Ronchi e il compagno Emanuele Buttini, con tanto di ingresso sul retro per far entrare con riservatezza le ragazze reclutate per intrattenere calciatori e ospiti vip. Il loro tramite, secondo l'inchiesta della Procura su un presunto giro di prostituzione, era il pr Giovanni Urso (non indagato), titolare della società Fatturage.369 e socio della Carpa srl, che gestisce il locale in via Messina a pochi passi dal Cimitero Monumentale e da Chinatown, zona in ascesa nella movida milanese.

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Pubblicizzando un evento al Pineta, in un video pubblicato sui social e acquisito dalla Gdf, Urso non risparmia colorite espressioni. "Devi semplicemente scegliere uno di questi tavoli. Questa e quella dovrebbe essere già la tavolage per iniziare il gran chiavage". Un privé con ingresso dedicato, separato dall'accesso "plebeo" perché destinato ai comuni clienti con limitate possibilità di spesa.

Gio Urso sui social

I pm: “Urso lascia intendere l'inscindibile connessione tra il pagamento del prezzo del tavolo” e “l'accesso diretto a prestazioni sessuali”

Secondo la Procura, si legge nella richiesta di misure cautelari accolta dalla gip Chiara Valori che ha disposto i domiciliari per Ronchi, Buttini e due loro collaboratori, Urso "lascia intendere l'inscindibile connessione tra il pagamento del prezzo del tavolo e il versamento di importi elevati con l'accesso diretto a prestazioni sessuali, il cui prezzo sarebbe quindi incluso nell'importo versato". Ma lui, in un’intervista, si difende: “Non c’entro nulla con la prostituzione”. Sui social del Pineta foto di ragazze e dj alla console, giovani che si divertono in pista e pubblicità di “single party” comuni a tante discoteche.

Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini dell’agenzia Ma.De. Milano; una foto pubblicata dalla coppia a Mykonos e un evento al Pineta di Milano

Chi è Giovanni Urso, dallo Shocking al Byblos, il Billionaire e il Pineta: la scalata alla nightlife e il salto (mancato) in politica

Chi è Gio Urso? Milanese classe 1989, sempre ben vestito e con pose da manager nelle foto, sul suo sito internet delinea un curriculum che parte dalla gavetta allo Shocking, “la sera tempio della Milano da bere”. “La parola influencer non era ancora sdoganata - scrive - ma descrive precisamente il ruolo che ormai occupavo tra i ragazzi. Era il momento di fare qualcosa di grande, da solo, e così arriva il Casablanca, club che diventerà il principale raduno dei pomeriggi della Milano bene. Il lavoro è impegnativo, non si tratta più di semplici pubbliche relazioni, ma di gestire un locale”. Nel 2012, con una cordata di soci apre il Byblos “che sarà destinato a scrivere la storia della nightlife”, poi entra nello staff del Billionaire e in una rutilante serie di attività si candida nel 2016 come consigliere comunale con la lista Noi X Milano senza essere eletto. Vanta partecipazioni “come opinionista” a trasmissioni come Mattino Cinque, a Le Iene, su Mtv “Riccanza”, Rete 4 “Fuori dal Coro” e Live Non è La D’Urso, sui social gira una sua foto con Davide Lacerenza, gestore della Gintoneria chiusa dopo un’inchiesta della Procura su un giro di prostituzione e spaccio. Un percorso, quello di Urso, che arriva fino alla Fatturage e al Pineta.

Giovanni Urso con Davide Lacerenza

Le ragazze retribuite con il 10% dei ricavi su ogni tavolo (o non pagate)

Ronchi e Buttini, con la loro agenzia di eventi Ma.De. Milano, accompagnavano lì ragazze che poi venivano retribuite con il 10% dei ricavi su ogni tavolo, nel privé di cui la Ma.De. aveva una sorta di uno esclusivo nel fine settimana. "L'altra volta ho fatto un tavolo di un calciatore - spiega una di loro - ha speso tremila e qualcosa e io in una sera ho fatto 400 euro". Altre giovanissime reclutate come ragazze immagine non sarebbero state neanche retribuite, accontentandosi di trascorrere la serata gratis in un locale di moda, ospitate per la notte nello stabile a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, dove ha sede la Ma.De.

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I pagamenti dei calciatori in contanti o su Revolut: un giro d’affari da 1,2 milioni di euro, caccia dei pm al tesoro scomparso

Un sistema su cui guadagnavano entrambe le società. Il locale, che poteva contare su una clientela vip in grado di spendere migliaia di euro in una notte, retrocedeva una parte degli incassi a Ronchi e Buttini. La Gdf, analizzando i rapporti finanziari, ha rilevato 757.962 euro versati da Carpa srl a Deborah Ronchi, a cui si aggiungono le somme versate direttamente dai calciatori o veicolate sulla piattaforma Revolut, arrivando a 1,2 milioni di euro di presunto profitto dell'attività illecita. Denaro, al centro di un sequestro disposto dalla gip, che gli inquirenti stanno cercando di rintracciare.

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I soldi per la fornitura di gas esilarante, lo sballo al riparo dei controlli antidoping

Oltre alla Carpa, che contribuiva quasi totalmente al fatturato dalle Ma.De., altri accrediti arrivavano da altre società nel settore dell'organizzazione di feste e da gestori di discoteche. Seguendo il filo del denaro, una parte dei soldi versati dai giocatori, 5.630 euro, sono stati poi dirottati verso la società Ballons Mania sas, di cui è socio Alessio Salamone, uno degli indagati. Si tratterebbe dei pagamenti per la fornitura di gas esilarante utilizzato per uno sballo al riparo dai controlli antidoping.

La discoteca Pineta a Milano, uno dei locali frequentati dai calciatori di Serie A (il titolare non è indagato)

L’intercettazione: “Per la serata al Just otto donne ci sono, dovevamo almeno riempirla”

Il Pineta non è l'unico locale che ospitava le serate organizzate dalla coppia, perché eventi hanno avuto luogo in una serie di altre discoteche e ristoranti milanesi estranei alle accuse. Gli indagati erano alla continua ricerca di ragazze disponibili a partecipare alle serate. "La sera al Just otto donne ci sono dovevamo almeno riempirla - afferma Salamone in una conversazione intercettata il 15 novembre 2025 - (...) cerchiamo di tirare sei o sette donne".

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