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La spiegazione semplice del referendum: cosa succede se vince il Sì (o se passa il No)

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20.03.2026

La riforma della giustizia spiegata in modo semplice

Per approfondire:

Articolo: Referendum giustizia, il rush finale: il centrosinistra tira la volata al No. Meloni: nessun contraccolpo politicoArticolo: Le femministe per il No al referendum: “Contrarie a un testo senza senso del limite”Articolo: Referendum, l’appello degli avvocati: “Giustizia da riformare. Lo scontro è un errore”

Roma, 19 marzo 2026 – Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sul tanto atteso quanto dibattuto referendum sulla riforma della giustizia. Si tratta del quinto referendum costituzionale, ovvero volto a modificare uno o più articoli della Costituzione. L'argomento è molto tecnico e complesso, ecco una spiegazione semplice su quali sono le modifiche proposte.

Separazione delle carriere

Al momento attuale, in Italia non c'è alcuna separazione di carriera tra giudici e pubblici ministeri: la riforma cambierebbe questo aspetto distinguendo tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. Si assisterebbe quindi alla nascita di due ordini per la stessa professione.

L'obiettivo è far sì che una persona che sceglie il percorso lavorativo di giudice 'che giudica' non possa cambiare carriera e diventare giudice 'che indaga' (ovvero pubblico ministero, Pm), e viceversa. In questo modo si avrebbe, a detta del governo, una maggiore terzietà e indipendenza. Le due figure avrebbero altresì percorsi di lavoro,........

© Il Giorno