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Iran, escalation e fragilità europea: quanto può reggere l’Occidente?

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01.03.2026

L'ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso durante l'attacco congiunto fi Usa e Israele (Ansa)

Per approfondire:

Articolo: Iran dopo Khamenei: triumvirato dei guardiani della rivoluzione, dal regime teocratico al comando politico-militareArticolo: I 4 obiettivi più uno dell’attacco Usa all’Iran. “Contenere la Cina resta una priorità di Trump”Articolo: La tv di Stato iraniana: Khamenei è morto. Applausi a Teheran. Sull’account X dell’ayatollah: “Pace su di lui”

Se c’è una cosa che in guerra non esiste è la garanzia del risultato. Pensate ai conflitti dell’ultimo quarto di secolo, dall’Afghanistan, all’Ucraina a Gaza: nessun esito ha rispettato la propaganda delle aspettative iniziali. Vale allora la pena, mentre infuriano i bombardamenti su Teheran, ricordare quanto disse il diplomatico George Ball durante il Vietnam: "Una volta in groppa alla tigre, non possiamo scegliere dove scendere". Tradotto: i conflitti iniziano con un atto di volontà, ma proseguono con una logica propria.

Anche l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran nasce da una volontà strategica chiara: fermare l’accelerazione nucleare,........

© Il Giorno